Il motto dello Special Air Service è  “Chi osa vince”

Il verbo osare, secondo il Garzanti significa: “avere il coraggio di fare, di dire; fare coraggiosamente, rischiare: osare un’impresa mai tentata prima; osare il tutto per tutto…” Adesso è  il  momento nei quali bisognerebbe cercare di incitare e di sensibilizzare, efficacemente, un ambiente, che ha solo bisogno di ulteriore e pregnanti obiettivi da raggiungere. Sono del parere che,  a questo punto del campionato e considerato i  punti già conquistati dal Potenza si può,  e si deve,   tentare  di alzare l’asticella del limite, finora stabilito, mettendo in pratica il verbo OSARE. Lo chiede il tifoso, lo chiede lo sportivo, lo chiede la “piazza”, lo chiede la città intera, che inoltrano un messaggio chiaro e significativo al Presidente Caiata, ai dirigenti, al tecnico ed alla squadra, utilizzando le parole di Gabriele D’Annunzio: “Ricordati di osare sempre”

Bisogna avere il coraggio di arrischiare l’impresa, per cercare di ottenere il possibile, ma anche l’impossibile. Nel calcio come nella vita le motivazioni sono determinanti per il raggiungimento di specifici obiettivi.  E’ tempo non di risultati  minimalisti, ma quello di progetti lungimiranti,  guardando, con perspicacia, le squadre che precedono. Bisognerebbe  sostenere, con assoluta dedizione,   coloro che con sacrifici  e con costante impegno, lottano per portare il Potenza Calcio, sempre più  in alto e “ad maiora”. E’ il momento, adesso, di osare, di non accontentarsi del “punticino” e di sole prestazione soddisfacente; c’è bisogno di concretizzare l’impegno continuo,  il lavoro settimanale e la ristrutturazione annunciata ed effettuata dalla presidenza,  tentando di cogliere, in ogni occasione,  il risultato pieno.  Sempre, con chiunque  e dovunque!

L’accontentarsi  può non risultare  appagante, soprattutto per chi, come il Potenza, in seguito alla “falsa partenza” e dopo sfortunate prestazioni, con punteggio inopinatamente sfavorevole, è costretto ad inseguire. La “filosofia” del prima “non perdere”, non è praticabile, per raggiungere l’obiettivo stabilito. Già dal prossimo turno in terra pugliese, (Monopoli) si entri in campo “da squadra” con adeguato spirito d’appartenenza e con la convinzione di essere forti e competitivi oltre che con la determinazione e la “voglia” di voler conquistare l’intera posta in palio. Spero che il “richiamo di preparazione”, per rossoblù, sia fatto con particolare scrupolosità.

A questa gara, seguirà infrasettimanale, il mercoledì successivo,  lo scontro con la capolista Juve Stabia, “corazzata” con ambizioni di promozione, ma che potrebbe patire nel “sentire” il fiato su collo, dell’inseguitrice Catania. Il dodicesimo uomo, della Curva Ovest,  ancora una volta, potrà recitare un ruolo importante  e fare la sua parte, per sollecitare, accompagnare ed incoraggiare adeguatamente i “leoni rossoblù”.

Concludo con un pertinente aforisma : “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili” (Lucio Anneo Seneca).

A buon intenditor poche parole!

Sezione: Editoriale / Data: Lun 14 Gennaio 2019 alle 12:43
Autore: Giuseppe Rita
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