I duri allenamenti Ciccio Colonnese all'Inter

11.01.2019 21:41 di Redazione TTP Twitter:   articolo letto 1194 volte
I duri allenamenti Ciccio Colonnese all'Inter

Nella storia del calcio italiano sono pochi i calciatori lucani che hanno lasciato il segno, sebbene questo sport sia molto diffuso della regione intera e del Sud Italia. Con il Potenza come principale società della regione, nella quale spiccano anche varie formazioni giovanili, la Basilicata è una delle regioni meno rappresentate del calcio Italia. Tuttavia in passato ci sono stati alcuni calciatori lucani che hanno ben figurato in Serie A e il più importante di tutti è, senza dubbio, Francesco Colonnese, detto Ciccio, con alle spalle un passato in squadre illustri come il Napoli e l'Inter. Nato nel 1971, il difensore potentino è stato protagonista di buone annate in Serie A ed anche in Europa, dove è riuscito a giocare soprattutto con l'Inter, squadra con la quale vinse anche una Coppa UEFA nella stagione 1997-98, quella prima del mondiale di Francia. Ed è proprio nella sua Inter che vogliamo soffermarci oggi, andando a vedere quali erano i grandi calciatori che si allenavano costantemente con Colonnese giorno per giorno, offrendogli la miglior esperienza calcistica mai avuta. In quegli anni, infatti, il difensore classe 1971 si trovò di fronte a degli attaccanti fenomenali, non soltanto in partita ma anche e soprattutto in allenamento. In particolare, prenderemo ad esempio due attaccanti sudamericani che con il loro talento hanno dato prestigio a quell'Inter che a cavallo tra gli anni '90 e i 2000 è stata ribattezzata "pazza" con tanto affetto dai propri tifosi.

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Ronaldo il Fenomeno

Alcuni giocatori vivono del loro ricordo di campioni, sia per i titoli conquistati sia per quanto di bello fatto vedere in campo, ma in pochi hanno illuminato la scena tanto quanto Luis Nazario da Lima, al secolo Ronaldo. L'attaccante brasiliano classe 1996 era esploso da giovane nel Cruzeiro, unica squadra che credette in lui fin da piccolo. Il suo passaggio in Europa avvenne grazie all'occhio clinico del PSV Eindhoven, che lo scovò giovanissimo e lo portò in Olanda, dove avrebbe già iniziato a far vedere di che pasta fosse fatto, creando così sempre più interesse nei confronti del suo talento. L'anno al Barcellona fu probabilmente il più esplosivo di sempre di un calciatore al suo debutto in un campionato di altissimo livello. All'epoca il duopolio Messi - Cristiano Ronaldo era qualcosa di impensabile, ed il più ripreso dalle telecamere era proprio colui che chiamarono il Fenomeno. Il brasiliano era un centravanti atipico, dato che si muoveva su tutto il fronte d'attacco ed era dotato di una tecnica sopraffina, praticamente da numero 10. Fu lì che Massimo Moratti si innamorò di lui, tanto da pagare una cifra record per quel momento e portarlo all'Inter nell'estate del 1997, la stessa nella quale arrivò Colonnese. Il difensore potentino si rese immediatamente conto del potenziale del suo nuovo compagno di squadra, il quale in allenamento era il punto fisso di visione dei tifosi, che con lui sperarono di vincere nuovamente lo Scudetto nove anni dopo l'ultima volta. Tuttavia, nonostante i 25 goal di Ronaldo, i nerazzurri quell'anno non riuscirono ad andare otre il secondo posto, sebbene il trionfo in Coppa UEFA fu qualcosa di importante. Anche quest'anno, infatti, i nerazzurri puntano a questo trofeo, che oggi si chiama Europa League, dopo aver finito terzi il loro girone di Champions League. I nerazzurri, inoltre, sono tra i favoriti per la vittoria di questo titolo secondo le scommesse sportive specializzate di con una quota di 12 il 17 dicembre. I nerazzurri, che contano su Mauro Icardi per riuscire a vincere questa coppa, sperano che l'attuale 9 possa ripetere quanto fatto da Ronaldo oltre vent'anni fa.

Recoba, talento e potenza

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In quell'Inter, però, non vi era solamente Ronaldo. Dal Sudamerica era arrivato, sempre insieme al Fenomeno e a Colonnese, un certo Alvaro Recoba, trequartista uruguayano dal sinistro divino del quale Moratti si era invaghito. Autore di due goal al debutto, l'uruguayano ci mise un po' a prendersi l'Inter, dato che l'anno successivo fu mandato in prestito al Venezia, dove realizzò una seconda parte di stagione strepitosa. In particolare, Recoba si faceva notare per il suo sinistro delicato ma al contempo potente, alternando conclusioni rabbiose a parabole imprendibili per i portieri avversari, che richiamano i calci piazzati di Emerson per la delizia del Potenza, per molti ormai ribattezzato "Il sinistro di Dio", ed erede delle grandi punizioni calciate da altri mancini che hanno fatto la storia in Serie A proprio come Recoba e Sinisa Mihajlovic. Durante gli allenamenti di quegli anni, "Il Chino", come lo chiamavano già da piccolo in Uruguay per via dei suoi occhi a mandorla, era spesso il più preciso di tutti nelle varie esecuzioni di calci piazzati. talento poi messo in mostra durante le partite ufficiali: ogni volta che Recoba posizionava la palla e si apprestava a calciare la punizione, il destino della squadra avversaria era pressoché già segnato. Uno dei più memorabili fu quello segnato contro il Bologna al Dall'ara, sebbene vada ricordato anche quello su azione contro la Sampdoria in una rimonta strepitosa dei nerazzurri, che passarono dallo 0-2 al 3-2 proprio nel finale di partita.

In assoluto, Colonnese ha avuto il grande lusso di aver potuto condividere lo spogliatoio e il campo con due grandissimi fenomeni del calcio sudamericano e mondiale. All'epoca, infatti, i più grandi venivano a giocare in Italia mentre oggi, purtroppo, siamo spesso e purtroppo costretti a vederli giocare negli altri campionati.