Passarella: “Tolgo dall'imbarazzo la società e mi faccio da parte".

Di seguito le dichiarazioni dell'ex dt del Potenza Calcio Gerardo Passarella rilasciate ad Alfonso Pecoraro del Quotidiano del Sud.
13.06.2018 11:27 di Redazione TuttoPotenza Twitter:   articolo letto 2093 volte
Fonte: Alfonso Pecoraro, Quotidiano del Sud.
Passarella: “Tolgo dall'imbarazzo la società e mi faccio da parte".

Gerardo Passarella lascia il Potenza. L'ormai ex direttore dell'area tecnica dice stop “a un modo di fare calcio che non mi appartiene”.
“Tolgo dall'imbarazzo la società e mi faccio da parte. Non prima di aver ringraziato il presidente Caiata e Antonio Iovino per avermi dato la possibilità di dare il mio piccolo contributo al successo del Potenza”: e la prima frase è già ad effetto, perchè esclude Maurizio Fontana, vicepresidente e responsabile del settore giovanile rossoblù. Per cui la prima deduzione logica è che la motivazione dell'addio di Passarella sia legata strettamente alla decisione che il Potenza prenderà rispetto alla scelta di Pasquale Arleo con il compito di coordinatore del settore giovanile. “Preciso che la mia decisione non è assolutamente legata a nessuno degli ultimi eventi, ma è maturata nel tempo. Non è questo il calcio che volevo fare io. Fin da quando il mio figlioccio Francesco Colonnese mi ha chiesto di dare una mano al suo amico Caiata, mi sono dedicato anima e corpo mettendomi subito a disposizione. Ho chiesto di mettere alla base di un progetto valido e duraturo il settore giovanile, facendo anche rispettare il mio ruolo di responsabile tecnico. Ma se mi devo confrontare dal punto di vista tecnico con il responsabile del settore giovanile che non ha visto nell'arco di un anno più di due quarti d'ora di partite dei nostri ragazzi, o magari prendere indicazioni sul da farsi, non ci sto. Io non faccio calcio da oratorio come quello di chi dice il pallone è mio e faccio giocare chi dico io. Ho una professionalità e una dignità da salvaguardare e non ho cambiali da pagare”, è l'attacco durissimo di Passarella che aggiunge: “Chiedo scusa pubblicamente a Colonnese se mi tiro indietro. Lui mi conosce e sa come intendo il calcio, e lui da quel modo di intendere il settore giovanile è venuto fuori, come tanti ragazzi dell'epoca”. Passarella termina la sua disamina augurando “al Potenza, a Caiata, ai tifosi, un futuro roseo e pieno di successi come la città merita. Per Salvatore Caiata, al quale mi lega un'amicizia indelebile, sarò sempre a disposizione”.
L'ex dirigente non ha ancora comunicato alla società questa sua intenzione, che per come conosciamo Passarella, sarà irrevocabile. Ma al rientro di Caiata la questione sarà definitivamente risolta, in un modo o nell'altro. Ossia accettando le dimissioni o respingendole. Fatto sta che l'aria un po' pesante che si respirava da qualche giorno, in attesa delle decisioni definitive di Caiata sulla composizione dell'organigramma ha avuto questo primo effetto. Passarella non lo dice apertamente, anzi ci tiene a precisare proprio che la sua decisione è datata nel tempo, ma nessuno può negare di pensare che qualche cosa nella distribuzione degli incarichi di carattere tecnico non sia stata gradita. Alla pari di qualche equivoco che si è generato al momento delle scelte di Ragno (che, pare, abbia ben altre intenzioni sul suo staff rispetto a quelle immaginate da Passarella) e della nomina del direttore sportivo De Santis. Fatto sta che è opportuno che eventuali equivoci o posizioni che potrebbero diventare esplosive siano chiarite prima del via della stagione ufficiale del ritorno in Lega Pro.