L'ANGOLO DEI TIFOSI: La stagione del Potenza

23.05.2019 11:30 di Redazione TuttoPotenza Twitter:    Vedi letture
Fonte: Luca Santomassimo
L'ANGOLO DEI TIFOSI: La stagione del Potenza

Quella che si è appena conclusa (e solo per un gol annullato probabilmente regolare) è stata la migliore da 51 anni a questa parte. Lo dicono i numeri: dall'ultima stagione in B, nel 1967-68, mai eravamo andati così vicini a ripetere l'impresa della cadetteria. Nemmeno nel 1993-94, quando solo la classifica avulsa e un gol al 90' segnato a 250km dal Viviani spense il sogno di tutta una città.

Ma questi sono numeri. Freddi e monolitici.

Questa stagione del Leone è stata un'emozione continua (il pazzo 4-3 di Pagani, il 5-1 di Rieti e le imprese dei Play Off) e ha ridato a Potenza una dignità sportiva che aveva perso in maniera immeritata. 

E' stato il premio per una tifoseria che non ha mai mollato dopo due fallimenti, un campionato in Serie D finito con 11 (undici) punti, stagioni in cui si è perso a Miglionico o Tolve - con tutto il rispetto - e annate tenuti in ostaggio da personaggi quantomeno bizzarri. Un brindisi per essercene liberati.

Finalmente abbiamo una società solida, gestita da potentini, un'idea di calcio che non sia "W il parrocco" e una città che si è di nuovo innamorata della sua squadra.

Seguo il Potenza dal 1982, mi sono emozionato per la C2 vinta con Di Somma, divertito con il calcio di Pasquino, mi sono sentito restituito del maltolto con la vittoria dello scorso campionato ma SOLO in questa stagione ho provato così tanto orgoglio di essere potentino sia sugli spalti, con una tifoseria che ha invaso ogni città in cui è andata, ottenendo rispetto e ammirazione e non facendo mai sentire in trasferta la squadra, sia in campo con un gruppo di calciatori che ha dimostrato in 45 partite stagionali (ci metto pure la Coppa Italia) cosa voglia dire professionalità, sacrificio ma soprattutto attaccamento alla maglia e amore per la città che, per alcuni veterani come Guaita o Carlos, si sta rivelando essere una seconda patria.

La partita di Catania è stata un inno al Potentinismo, quanto meno sportivo: un settore ospite stracolmo, rumoroso e dal tifo incessante nonostante il giorno feriale e i tanti chilometri, di cielo di terra e di mare, da percorrere e in campo quegli 11 leoni che sempre invochiamo dalla curva ma che non sempre abbiamo visto in tutti questi anni bui che ora piano piano si stanno rischiarando fino a inondarci di quella luce che, in fondo, non abbiamo mai smesso di cercare in 100 anni comunque gloriosi e che ci meritiamo per altri 100.

Luca Santomassimo