Caro Potenza,
sono Lorenzo, il tuo tifoso che da quel balcone lassù di Viale Marconi non si è mai perso nemmeno una tua partita da quando aveva 5 anni.
Ringrazio infatti papà di aver comprato una casa che affacciasse, fortunatamente, sullo stadio della città.
Questo mi ha permesso non solo di crescere calcisticamente ma anche di poter vivere tutte le emozioni al tuo fianco.
Pensa che grazie a questa cosa io ho potuto vedere anche quelle tue partite a porte chiuse, a cui nessun tifoso non ha mai potuto assistere.
Per non parlare di quanti allenamenti ho visto. Ricordo che dopo aver pranzato, invece di vedere la TV, mi vedevo tutte le sedute d'allenamento dalla finestra; era come vedere i cartoni animati per me, ed ancora oggi, quando torno a casa, non me ne perdo uno.
Non ricordo di preciso quando mi sono innamorato di te, ma nei miei primi ricordi c'è un Potenza-Savoia di non so quanti anni fa, forse i primi anni 2000, e me lo ricordo quasi sicuramente perché era la prima volta che vedevo l'Alfredo Viviani tutto pieno. Io ero piccolo e continuavo a guardare tutte quelle persone chiedendomi come fosse possibile.
Col tempo ho capito, quel giorno ci giocavamo qualcosa di importante, c'era troppa gente, e ricordo bene alcuni giocatori come Zotti, la cui fama, nella mia testa, era quella di un grande campione capace di segnare punizioni da tutti i lati del campo.
Mi pare che in quella partita fece doppietta, peraltro due gol su punizione, ma non ne sono sicuro, ma per mantenere il ricordo bello che ho non voglio nemmeno smentirmi.
Un altro calciatore che mi hai regalato ai miei primi ricordi, era un certo Cappuccilli, il pelato, come lo chiamavo io; però per me quel pelato era il mio bomber e con lui in campo, tu non avresti mai mollato. Bei ricordi! all'epoca non dovevo avere più di 12 anni e già grazie a te mi ero innamorato del calcio alla follia.
Poi i ricordi più nitidi, gli anni 2005 e seguenti, con la prima volta che mi hai mostrato chi fossero Iuliano, Dettori, Raffaele Nolè, quest'ultimo l'idolo della curva, quello che ti faceva la magia, il calciatore che si vedeva che giocava col cuore oltre che con la tecnica.
Ed è da allora, all'età di 14 anni, che ho smesso di vedere le partite dal mio balcone (il secondo anello dello Viviani come lo chiamo io) per venire in curva da te e scoprire un altro amore.
Oggi a 30 anni posso dire di essere stato in molti stadi d'Italia e in Europa, ma non ho mai sentito quelle vibrazioni, quella grinta, il fuoco dentro, come quando sto vicino a te sulla mia curva. Lì sono a casa, dove devo essere, coi miei fratelli, con la voce non mi finisce, sento che il mio cuore è al posto giusto al momento giusto.
Come dimenticare la magica promozione del 2007, quell'anno mi hai regalato emozioni indimenticabili. La palla entrava in ogni modo. Ricordo goal con carambole assurde che inspiegabilmente finivano in rete. Li ho capito per la prima volta nella mia vita che quando ci metti l'anima, anche se manca la tecnica, la palla entra lo stesso.
In quella stagione mi impressionò Dettori, Nolè, Berretti, Lolaico, Iuliano, per me erano ufficialmente mostri sacri. Ahimè come posso non menzionare Delgado: quel gol ai supplementari non me scorderò mai, fu il regalo più bello al mio compleanno; Piazza 18 agosto è letteralmente esplosa.
Quella stagione regalasti una felicità immensa a tutti. Ricordo che grazie alla promozione venne ricostruita anche la tribuna dei distinti dello stadio. Stava cambiando tutto.
Dell'anno successivo ricordo perfettamente un tuo grandissimo inizio di stagione: 3 partite 3 vittorie e primi in classifica, la terza di queste fu un Potenza-Spal che finì 2-0 con gol di Konté, ero stra felice.
Ma era ovvio che una neo-promossa non avrebbe retto; infatti, con difficoltà, siamo riusciti a salvarci con quel meraviglioso goal di De Cesare in un Perugia-Potenza 0-1 su assist di D'Ambrosio.
Si, “siamo”, perché nell'affrontare ogni stagione insieme non mi ero nemmeno reso conto che ormai eravamo un “noi” .
Ad ogni modo ti devo ringraziare per avermi fatto ammirare il Toro di Mariconda: impressionante! tecnica e potenza allo stato puro.
Ricordo che ogni pomeriggio, a fine allenamento, non vedevo l'ora di vedere De Cesare che calciava i suoi soliti palloni in sequenza posizionati ai limiti dell'area di rigore; tirava con una precisione, tecnica e potenza che non volevo smettesse mai. Un'artista per me a quel tempo. Un grande calciatore!
Ma come ogni cosa, non ci sono solo le gioie. Ricordo benissimo l'anno successivo e quel posto da retrocessione nonostante avessimo, a mio avviso, un grandissimo tridente d'attacco con Sarno Cozzolino e Nolè. Peccato! perché quella posizione in classifica non rispecchiava chi eravamo veramente.
Tengo a precisare che quell'anno mi stupì fortemente un calciatore che purtroppo giocò poco: Benedetto Mangiapane. Ricordo ancora un Potenza-Crotone 2 a 0 con il Crotone 2° in classifica caduto al Viviani proprio per merito di una doppietta di Mangiapane. Quel giorno sembrava Baggio e Pirlo in un unico calciatore.
Da lì poi il baratro, l'illecito sportivo del 2010 e dover ripartire dall'eccellenza. Il nuovo fallimento del 2012 per poi tutti i passaggi di società che ci hanno visto riacquistare stabilità solo nel 2015, con due accettabili stagioni in serie D fino al 2017.
Quanto mi ha fatto soffrire vedere come passavi da una proprietà all'altra ma senza effettivamente acquisire stabilità. Ogni anno sembrava l'ultimo e la paura di non poter più stare insieme cresceva.
Poi quel Cavese-Potenza del settembre 2017 con la doppietta dell'idolo Di Senso. Mi commuovo solo a pensarlo. Per me sei Potenza caro Pierpaolo.
Da lì si è visto che qualcosa stava cambiando, c'era un'aria diversa, a partire dall'intervista rilasciata dal nuovo presidente a fine partita: “siamo galvanizzati”.
Partita dopo partita si iniziava a vedere che non eravamo più una delle tante squadre di serie D: stavamo acquistando un'identità, si stava delineando quello che siamo oggi: “Noi Siamo Potenza”.
La stagione fu un sogno così come la squadra: França, Guaita, Coppola, Coccia, Panico, Breza ed altri. Eravamo uno schiacciasassi, ed a mio avviso la stagione può benissimo sintetizzarsi con la stupenda rovesciata di França in quel Potenza-Cerignola 3 a 0.
Poi il ritorno ad un sogno spezzato: la C.
Mi commuovo nel pensare alla squadra 2018-2019. In assoluto la stagione più bella che abbia mai vissuto. Ancora ho i brividi.
Siamo partiti così e così, poi il cambio del mister ha rivoluzionato tutto.
Non so come abbia fatto a smuovere le acque ma sono d'accordo con il presidente quando dice che mister Raffaele arriverà in serie A.
Infatti con lui in panchina abbiamo fatto fatica a perdere. Eravamo una neo-promossa ma con la fama di essere una mina vagante per chiunque. Finimmo quinti, in zona play off per la B, pur essendo la prima stagione che giocavamo in C.
Personalmente non ho memoria di una posizione di classifica più alta di quella.
Non ci potevo credere, era un sogno, ma soprattutto ho seguito i play off pensando che comunque fosse andata sarei stato fiero, fiero di questi colori, della squadra e della società. Eravamo già il Potenza di oggi e nemmeno una sconfitta ci avrebbe buttato giù. Ed infatti non perdemmo per una sconfitta; quel Catania-Potenza 1-1 non lo scorderò mai, fu “una questione di centimetri” il fuorigioco di Sepe ed altrettanto di centimetri la punizione di Emerson e quel tiro smorzato di Guaita. Fummo eliminati, ma non fu la fine bensì l'inizio.
Era nata infatti una squadra ancor più forte di prima, subito volenterosa di tornare in campo per iniziare la stagione successiva. Quella sera mi sono trovato ad applaudire lo schermo del pc, ma avrei voluto essere li personalmente ad applaudire la mia squadra del cuore.
Piansi, ma non per la sconfitta, ma per la felicità che la mia squadra aveva cuore, forza, grinta, tenacia, ma soprattutto un'anima e quella consapevolezza mi ha dato gioia.
Non vedevo l'ora che iniziasse la stagione successiva ed da lì ho capito che eravamo tutti coordinati: società, squadra, tifosi.. tutto l'ambiente. Spettacolare.
Non ho parole per descrivere la stagione presente.
In assoluto la più perfetta che abbia mai visto. Difficile pensare che saremmo stati nella posizione di classifica attuale ma esserci ha confermato quanto di quanto buono fatto nella precedente stagione.
Oggi posso dire che non vedo l'ora di vedere una partita del mio Magico Potenza, di tifare, di mettermi quella sciarpa ed andare in campo.
Solo pensare a dov'eri, dove eravamo e a dove siamo oggi, mi commuovo.
Ogni tanto la sera, prima di mettermi il pigiama, indosso la maglietta del Potenza e, nel guardarmi allo specchio, penso a quanto sono fiero di tifare questi colori ed a quanto non vorrei mai smettere di urlare: “Noi siamo Potenza”.
Nella speranza di non vederti più nel baratro ma di continuare a crescere insieme, colgo l'occasione per dimostrarti il mio amore con questa lettera.
Ringrazio la società, la squadra, tutto lo staff e tutte le persone che stanno permettendo che questa realtà sportiva possa continuare.

Un Caro saluto,
Lorenzo

U' Putenz è semb nu squadron

Sezione: #NoiSiamoPotenza / Data: Sab 21 Marzo 2020 alle 20:00 / Fonte: Lorenzo Buoncristiano
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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