POTENZA – Di ben altro piglio le dichiarazioni di Michele Cannizzaro che nel corso dell’intervista veste i panni del trascinatore indicando la rotta per attribuire la meritata dimensione sportiva alla città di Potenza. Ci conferma l’incontro con D’Onofrio e Rosella martedì? “Martedì mattina ho ricevuto la visita nel mio studio di Rosella e di D’Onofrio che ho avuto il piacere di conoscere in quell’occasione. Mi hanno chiesto l’eventuale disponibilità per far parte di una compagine che possa riportare in alto il nome della città. Io li ho ascoltati e non ho esitato ad offrire il mio impegno per il bene del Potenza, parte integrante di un’intera comunità”. Quali saranno le prossime tappe? “Con D’Onofrio e Rosella ci siamo lasciati col loro intento di avviare i contatti col presidente Notaristefani, visti i rapporti di conoscenza già in essere e una volta fissati gli incontri mi avrebbero aggiornato”. E’ già stato fissato l’incontro con Notaristefani? “Da parte mia no. Da parte loro credo di sì. Ora sono in attesa delle possibili evoluzioni perché, chiaramente, c’è anche un iter amministrativo da seguire” Quali sono le sue condizioni? “Le mie condizioni sono l’immediata trasformazione da Asd a Srl, dove si mettono i soldi contanti versati su un conto corrente con un capitale sociale non al di sotto dei 200mila euro tramite il quale si garantisce l’iscrizione, i contratti e si evita quanto accaduto in passato”.  Ci sarebbe spazio per il presidente Notaristefani? “Questo non lo so perché non conosco personalmente il presidente, tanto meno le sue intenzioni. Anche perché c’è la possibilità che Notaristefani ci dica che vuole andare davanti da solo, ringraziandoci per la disponibilità. Credo che neanche Rosella e D’Onofrio conoscano le sue intenzioni”. Come mai ha deciso di intraprendere questa avventura? “Io le cose le faccio col cervello e con il cuore. Per me il calcio è un pilastro importante per lo sviluppo sociale e culturale di un capoluogo di regione. Mi brucia il cuore vedere altre realtà regionali avanti al Potenza, per cui se posso dare un apporto lo faccio semplicemente per spirito di servizio per questa città che mi ha dato tanto”. Quali sarebbero gli obiettivi? “Sono abituato a gestire con grande trasparenza e merito. Questo spirito vorrei proiettarlo anche all’interno di un una società calcistica tramite un progetto che va da un minimo di tre ad un massimo di dieci anni, la ristrutturazione del Viviani e la composizione di un settore giovanile per offrire ai bambini una scuola calcio qualificata e prestigiosa come la tradizione del Potenza”. Eventualmente le cose dovessero andare in porto come si aspetta possano reagire i tifosi all’ingresso di D’Onofrio, visto come uno “spauracchio”? “Se D’Onofrio riterrà di entrare in una compagine sociale certamente non sarà il padrone del Potenza. Sarà uno dei tanti che deciderà in un tavolino e se condividerà il progetto verserà i soldi altrimenti sarà libero di andarsene. Con me patti chiari ed amicizia lunga, prima i fatti poi il resto”. Quali saranno le tempistiche? “Al momento non lo so. Attendiamo i contatti già citati per conoscere le intenzioni del presidente. Chiaro che la tempistica ha la sua importanza tenendo conto che il 10 maggio termina il campionato. Bisognerà partire già il prossimo mese per gettare le basi future”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 23 aprile 2015 alle 12:54 / Fonte: Manuel Scalese - La Nuova Del Sud
Autore: Redazione TuttoPotenza
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