"Di un altro pianeta"

15.05.2018 15:00 di Manuel Scalese Twitter:   articolo letto 1491 volte
Foto Tony Vece.
Foto Tony Vece.

“Barrilete cosmico... de que planeta viniste” sono le parole, rimaste incastonate come pietre miliari nella storia del calcio, del telecronista sudamericano Victor Hugo Morales per descrivere gli undici tocchi di Maradona in occasione della rete siglata con la sua Argentina all'Inghilterra. “Aquilone cosmico... da che pianeta sei arrivato” sono perfette per descrivere anche le incredibile qualità del bomber paulista baciato dal Signore, Carlos Clay França. Si sà che l’attaccante è colui che nel calcio è chiamato a materializzare l’ingente mole di gioco smaltita dalla squadra prendendo per mano i tifosi e trascinandoli nella dimensione onirica del piacere. Ma quello che ha realizzato França da Jaguariúna ha permesso ai fan del Potenza di vivere un sogno ad occhi aperti.

Sembrava ieri quando il presidente Caiata con un blitz nell’ultimo giorno di mercato dei professionisti si aggiudicò le prestazioni dell’ex Triestina regalando alla città il bomber tanto atteso. I problemi burocratici di tesseramento spinsero però França a dover assistere alle prime tre gare dei suoi nuovi compagni dalla tribuna per poi esordire in rossoblu in occasione della gara di Coppa Italia contro il Gravina allo Stadio Vicino e, manco a dirlo, il brasiliano bagnò il suo debutto come meglio sa fare: gonfiando la rete. Quello fu solo il preludio di ciò che gli occhi dei tifosi iniziarono ad apprezzare di domenica in domenica. All’esordio in campionato contro il Manfredonia al Viviani fu subito doppietta.

Due reti che permisero a França di superare i 200 gol realizzati da quando sbarcò in Italia. Da lì un gol dietro l’altro, un capolavoro dietro l’altro, come la rovesciata contro il Cerignola con cui l’asso d’oltreoceano fermò le lancette del tempo permettendo alla gremita cornice del Viviani di gustarsi ogni particolare del gesto più romantico del mondo del calcio. “Bicicletta” che nell’arco della stagione venne accostata a quella di Cristiano Ronaldo messa a segno contro la Juventus in occasione dell’andata dei quarti di finale di Champions League attraverso il sondaggio lanciato dalla Lega Nazionale Dilettanti. Inutile dirvi l’esito dello stesso, con il popolo virtuale che proclamò a gran voce la perla del brasiliano.

Con il passare del tempo França si fece conoscere anche sotto un altro aspetto, quello umano, con il numero 9 rossoblu che pian piano si è rivelato essere un campione soprattutto fuori dal campo. Una grave malattia di fatti rischiò di farlo soccombere nella partita più importante, quella per la vita. Ma la sua fede incondizionata gli permise di vincere anche questa battaglia diventando l’emissario del potere divino in terra. Un predicatore di speranza, portatore di un messaggio più grande, che quel pallone gli permette di diffondere su larga scala attraverso la cassa di risonanza più potente dell’intero pianeta. Il bomber di Dio apparse nel capoluogo professando il proprio credo e raccogliendo proseliti degni del vero Messia, senza rischiare di essere blasfemi.

Tiro dalla distanza, di sotto misura, opportunismo, acrobazia e tempismo rendono França il prototipo di attaccante perfetto, baciato dal dono di gonfiare la rete in ogni categoria e latitudine. Si perché il delantero rossoblu arrivò nel capoluogo tra l’euforia generale ma anche tra lo scetticismo dei soliti critici, curiosi di toccare con mano il rendimento di un interprete offensivo, secondo loro, condizionato dai 37 anni di età e da una valanga di gol realizzati nei gironi del nord della serie D. Ma França ha fatto ricredere anche i più critici dei denigratori mettendo tutti d’accordo a suon di gol. Memorabile la folgore scoccata contro il Taranto che ha incenerito la cornice dello Iavocone, poetica la mezza rovesciata realizzata contro la Cavese nella gara di ritorno, da perdere il fiato i suoi proverbiali colpi di testa dove prendendo l’ascensore resta sospeso tra le nuvole impattando di testa con una scientifica precisione e una violenza inaudita come se calciasse con il piede.

“Come cervo che esce da bosco”, ecco la metafora utilizzata da Boskov per descrivere l’esuberanza fisica di Gullit è l’immagine perfetta per descrivere l’imperiosità, la classe e l’eleganza di França. Il “Re Mida” della serie D che tutto ciò che tocca si tramuta in oro, proprio come il Pallone d’Orio di serie D che si è aggiudicato a furor di popolo trionfando sui migliori calciatori della categoria.

Allora grazie Dio per questa rincorsa memorabile, per le migliori giocate di tutti i tempi, per un pugno chiuso che esulta gridando Potenza. Grazie Dio per il calcio, per França, per queste lacrime, per la serie C e per questo sogno che è diventato realtà.