Gerardo Passarella: "E' il momento di fare chiarezza".

 di Redazione TuttoPotenza Twitter:   articolo letto 927 volte
Gerardo Passarella: "E' il momento di fare chiarezza".

Di seguito il comunicato di Gerardo Passarella: 

"Credo che sia giunto il momento di fare chiarezza sulla situazione riguardante del gruppo regionale AIAC Lucania. 
Non l’ho fatto prima perché aspettavo si completasse l’iter delle denunce formulate dal sottoscritto agli organi di giustizia federale (ed ordinaria).
Mi rivolgo a tutti i colleghi associati e non e voglio ricordare a chi ha gettato fango sul gruppo regionale e sulla mia persona che questo gruppo da oltre 40 anni è stato sempre a disposizione di tutti facendo non solo attività puramente sindacale, ma anche sociale promuovendo incontri e confronti a dispetto delle pochissime risorse disponibili ed ha sempre operato nell’ottica di una rappresentanza regionale senza far mai inutile campanilismo.
Non voglio entrare nel merito dei due commissariamenti avuti nel giro di poco tempo, lasciando agli organi preposti il giudizio nel merito.
Ma mi rivolgo soprattutto a chi pensa di operare in ambito associativo come se fossimo in una Catalogna Lucana cercando di infangare un gruppo che negli anni ha sempre lavorato al servizio degli associati e non.
Ricordo che l’AIAC Lucana, con i suoi due gruppi provinciali di Potenza e Matera, è unica e non ci sono AIAC MATERA e AIAC POTENZA
Ricordo inoltre a chi parla di informazione che questa non è mai mancata sul territorio regionale facendo incontri territoriali su tutta la regione sebbene con scarsa partecipazione 
Chi oggi si lamenta dovrebbe sapere che la formazione invece la fa il settore tecnico.
In occasione dei tanti incontri che non sto qui ad elencare, non abbiamo però avuto mai l’onore di vedere presenti proprio chi oggi, senza conoscere vergogna, parla di formazione de informazione, nemmeno quando gli incontri sono stati organizzati nelle proprie zone con temi tecnici e sociali. Ne cito uno per tutti e cioè quello realizzato in occasione del 50 dell’AIAC con la presenza di Mister Mario Beretta a Policoro. Eppure ci si confrontava sui settori giovanili e su un problema sociale quale quello di far giocare al calcio anche i bambini portatori diversamente abili. Eravamo in pochissimi guarda un pò proprio perché proprio chi oggi dice che in passato non è stato fatto nulla pare che non nutrisse interesse per il settore giovanile e per i tanti bambini portatori di handicap. Ma forse perché non c’era vetrina ne foto sui giornali, ma si richiedeva solo un grande amore per un calcio pulito e solidale.
Certo questo può capirlo chi ha giocato almeno per un’ora in un campo di calcio ed abbia respirato almeno mezz’ora L’aria dello spogliatoio.
Questi ingrati denigratori li abbiamo visti solo prima e dopo che diventassero allenatori solo ed esclusivamente per motivi personali. Quando poi l’AIAC ha fatto rispettare le regole non permettendo loro di infrangerle, a qualcuno non gli è andato più bene, diciamo.
Ricordo, inoltre, che questo gruppo con l’organizzazione dei corsi nella Casa Circondariale ha portato alla ribalta nazionale ed europea un’immagine altamente positiva dell’AIAC sia nazionale che regionale.
Abbiamo avuto l’onore di avere nei diversi anni tanti nostri colleghi blasonati per offrirci occasioni di poterci confrontare. Abbiamo premiato annualmente tanti colleghi che hanno fatto bene il loro lavoro...
Abbiamo ricevuto tanta stima da chi nel calcio ha giocato veramente e, ironia della sorte, guarda un pò tanta ingratitudine da chi il calcio non lo ha mai praticato!
Tutto questo realizzato con risorse minime anche perché abbiamo dovuto rincorrere la gente per effettuare i pagamenti delle quote associative mai in regola con le annualità (o addirittura non versate per nulla) e tra questi magari proprio chi oggi si erge a paladino di tali prerogative ...
Inoltre sento di poter affermare con grande orgoglio che questo gruppo sia stato sempre a fianco dei colleghi sia per problemi attinenti la categoria che anche personali.
Voglio ricordare che ciò che interessa alla categoria è il rispetto delle regole e che l‘AIAC vigila affinché ogni squadra abbia un allenatore abilitato e che non faccia doppia attività, come si è operato in passato dal gruppo regionale.
Ovviamente preciso che quanti continueranno a perseverare con questo atteggiamento denigratorio sul gruppo e sulla mia persona dovrà dar conto agli organi di giustizie sportiva e, se il caso, anche di quella ordinaria".