Giuseppe Lolaico: il capitano che guarda avanti

Mi piace riproporre, con una minima integrazione, un editoriale proposto sul settimanale "La Farfalla" il 30 novembre 2007, che sembra, ancora, attualissimo.
25.02.2015 17:37 di Giuseppe Rita  articolo letto 2189 volte
Giuseppe Lolaico: il capitano che guarda avanti
Era il 3 marzo 1982, quando la casa di Carmen e Saverio Lolaico fu allietata dalla nascita di Giuseppe. Già dalla prima infanzia questi dimostrò di avere grande passione e predisposizione per il gioco del calcio. I genitori lo assecondarono in questa passione ed all’età adolescenziale fu mandato alla scuola di calcio dell’ASSO Potenza , Società questa sempre attenta alla valorizzazione dei giovani. Fece tutti i campionati giovanili (pulcini, allievi, juniores) con successi e soddisfazioni. Le sue doti agonistiche si evidenziarono da subito e quindi fu prelevato dall’ASC Potenza del quale divenne un perno fondamentale. Con questa squadra vinse il campionato di Eccellenza acquisendo la promozione in serie D. Osservatori di fuori regione ne apprezzarono le qualità per cui fu ingaggiato dalla PROVERCELLI che partecipava al campionato di C2. Ottimo campionato, buone prestazioni. L’anno successivo era al Pizzighettone in C2 e vinse il campionato approdando in serie C1. Dopo un altro anno nella città in provincia di Cremona dove contribuì notevolmente alla salvezza della squadra era l’anno 2006 quando il Presidente Postiglione, assumendo la carica di Presidente con mossa oculata e lungimirante ingaggiò Giuseppe. Con il Potenza il giovane Lolaico ha conquistato, ancora una volta per lui , la promozione in serie superiore. Come non ricordare il suo gol a Val di Sangro e il suo arrampicarsi, a mo’ di scalatore, sulla rete di recinzione quasi a condividere con i tifosi quella gioia immensa . Un’esaltazione irrazionale, ma genuina. Abbiamo ancora negli occhi le sue incursioni sulla fascia destra e soprattutto quella nei tempi supplementari dell’incontro di finale play.of contro il Benevento col suo preciso assist a Delgado che trafisse il portiere campano dando la gloria ai rossoblu. Tu incarni oggi quello che altri sono stati nel passato. Cito solo alcuni dei difensori di fascia destra che hanno lasciato un ricordo indelebile nei tifosi : Vaini, Cioni, Garbuglia, Vio, Di Dio e tanti altri. Questa è la storia di ieri . Oggi Giuseppe è il nostro potentino doc.; l’unico . E’ colui che quando manca fa pesare la sua assenza. La sua azione è devastante e perentoria e su quella fascia non c’è avversario che riesce a superarlo in fase difensiva ed ad intercettarlo quando palla al piede si invola in profondità per il perfetto e preciso cross. Non è mai domo e la sua potentinità , che è un valore aggiunto, si evidenzia nella grinta, esuberanza e attiva partecipazione alla causa dei colori rossoblu. Il suo impegno è sempre costante e con la tenacità e il cuore riesce a sopperire anche a situazioni particolarmente difficili. Dalle tribune si ha la netta percezione che oltre al sudore e alla fatica egli getta nella mischia il cuore che gli consente di arrivare dove altri non arrivano e di moltiplicare le forze nei momenti critici. Caro Giuseppe il fatto di giocare nella squadra della tua città è certamente un fattore importante, qualificante che offre notevoli soddisfazioni , ma è comunque difficile, come recita un vecchio adagio, imporsi nella propria comunità. Nulla ti sarà, purtroppo, perdonato, ma sappi che l’abnegazione, la correttezza e la lealtà sono doti che pagano alla distanza. Caro Capitano, ricorda che coloro che hanno avuto l’onere, ma soprattutto l’onore di indossare la fascia al braccio sinistro nel glorioso Potenza, sono stati sempre giocatori che hanno lasciato un segno nella tifoseria, negli appassionati rossoblu e nell’intera comunità. Cito Sergio Quaiattini immortalato da alcuni fotogrammi dell’epoca che con emozione sfila nella pista dello stadio Viviani portando un lembo dello striscione che, anche se il bianco e nero del filmato non evidenzia, e’ rosso-blu. Ricordo con affetto Canuti ai tempi della serie B , e poi ancora Antonio Torti della promozione nella terza serie del 1992 e Francesco Dettori, al quale sembrava calzare a pennello, come un vestito sartoriale, la canzone di Luciano Ligabue – Una Vita da Mediano- E poi Domenico Colletto che entrerà negli annali come il capitano della promozione, colui che ha guidato la squadra alla risalita in C1 dopo ben 13 anni ed altri che, anche se non nominati, sono nella memoria collettiva rossoblu. Auguri Giuseppe Lolaico per il tuo futuro professionale e sappi che questa esperienza ti saràdi immenso aiuto in un domani, speriamo molto remoto, quando intraprenderai la carriera di legale e quando, invece di avversari da dribblare, avrai avvocati da contrastare e giudici da convincere. Anche allora, una tua mossa vincente, potrà portare soddisfazioni a te e benefici a chi ha posto fiducia nella tua persona . Il tuo vissuto professionale, con le molteplici vittorie, dimostra che sei un vincente. Se la fortuna, come si dice, aiuta gli audaci, tu hai tutte le caratteristiche per averne ancora di più e per lungo periodo. Nulla ti è precluso anche palcoscenici ancora più importanti. Con simpatia Giuseppe RITA