Le società potranno "daspare" autonomamente i propri tifosi...

12.03.2018 20:02 di Redazione TuttoPotenza Twitter:   articolo letto 558 volte
Le società potranno "daspare" autonomamente i propri tifosi...

Dalla prossima stagione sportiva, le società calcistiche professionistiche avranno la possibilità – più concreta e marchiata da regolamento – di poter “daspare” autonomamente tifosi che eventualmente commettano atti violenti all’interno degli stadi, nel corso di partite casalinghe,fermo restando che il Daspo vero – quello a volte anche discusso – resta in capo alla Questura di riferimento. È quanto emerge dalla modifica dell’articolo 12 del Codice di Giustizia Sportiva, quello sulla prevenzione dei fatti violenti, con la Figc che ha aggiunto un nuovo comma, il 10.

A partire dalla stagione sportiva 2018/19 le società professionistiche dovranno adottare un codice di regolamentazione della cessione dei titoli di accesso alle manifestazioni calcistiche (per la verità lo fanno già, consegnando il regolamento d’uso dello stadio agli abbonati che, implicitamente, acquistando il voucher accettano le condizioni, ndR). Una sorta di codice etico, insomma, che il tifoso sottoscrive quando compra il biglietto o l’abbonamento “che preveda, tra l’altro, il rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione e di comportamenti in contrasto con i principi di correttezza e probità; subordini l’acquisizione dei medesimi titoli alla accettazione, da parte degli utenti, del medesimo codice; preveda, in caso di sua violazione, la applicazione di misure tali da comportare, tenuto conto della natura e gravità dei fatti, la sospensione temporanea del titolo di accesso, il suo ritiro definitivo, il divieto di acquisizione di un nuovo titolo”, si legge sull’integrazione al regolamento approvata dalla Federcalcio.

Insomma, chi contravverrà alle regole e sarà individuato, potrà subire la sospensione temporanea del titolo, il suo ritiro definitivo e, addirittura, l’impossibilità di acquistarne altri per successive annate (in caso di abbonamento) o singoli eventi (in caso di biglietto). La riflessione – tenendo conto che già oggi i club avrebbero possibilità simili ma hanno mani legate sotto il profilo degli interventi, poiché lo steward assume un ruolo di mera vigilanza e non è operativo – è la seguente: come faranno le società ad intervenire, anche durante lo svolgimento della partita? Saranno autorizzate a dotarsi di strumenti di “polizia privata”, con mille virgolette? La federazione sarà chiamata a fare chiarezza su molti punti dopo l’approvazione di tale punto, decisione presa al fine di rendere g

li stadi maggiormente fruibili a famiglie e bambini di cui s’era già parlato lo scorso 4 agosto 2017 all’atto del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno, quello dello Sport, il Coni e tutte le componenti federali., nell’ambito del citato protocollo, affinchè le società professionistiche attuino un percorso di autoregolamentazione endogena che le conduca alla realizzazione del c.d. “gradimento del tifoso”

Intanto la Figc – che s’è impegnata, con la sparizione progressiva della Tessera del Tifoso, ad attuare il percorso di regolamentazione endogena che conduca alla realizzazione di quel che è stato definito “gradimento del tifoso” – fissa già le sanzioni per le squadre che dovessero non applicare codice etico e sanzioni relative. In via Allegri ricordano che “in caso di mancata adozione del codice di regolamentazione, prima dell’inizio della stagione sportiva, le società incorrono nella seguenti sanzioni: 200mila Euro per violazioni in ambito di Serie A; 100mila in ambito di Serie B; 50mila n ambito di Lega Pro. In caso di mancata applicazione delle misure afflittive previste dal medesimo codice, le società incorrono nelle seguenti sanzioni: 20mila Euro per violazioni in ambito di Serie A; 10mila in ambito di Serie B e 5mila in ambito di Lega Pro”.