TIME OVER

 di Redazione TTP Twitter:   articolo letto 393 volte
Fonte: Nino Lamattina
TIME OVER

Ho sempre voluto credere ad una piccola, anche piccolissima, possibilità che tutto si potesse ristabilire, che tutto potesse rientrare, anche nei canoni di un orizzonte molto diverso da quello degli inizi del torneo. Una flebile e piccola speranza tutti l’avevano alimentata. Il tempo è finito, tutto il tempo che si poteva avere a disposizione per cambiare le sorti di una stagione e di una squadra è ormai esaurito. E con il tempo si è esaurita anche la credibilità ‘sportiva’ di un progetto, troppe volte tradito. Il tempo è l’unica variabile ‘fissa’ con la quale poi si tirano le somme e con la quale bisogna fare sempre i conti. Ora non esiste manco più un bivio. Esiste ora una sola ed un’unica possibilità. Assumersi, con cognizione e buon senso, la responsabilità di una pessima gestione societaria e di una pessima gestione sportiva, riconoscere con coscienza che, in questo momento, il ‘credito’ che si potrebbe vantare nei confronti di una città e di un ambiente è assolutamente inferiore al relativo ‘debito’. E non sto qui a parlare di blasone o di importanza di una piazza, perché questi sono argomenti che non riguardano questa situazione. Per me il fallimento di un progetto sportivo, con tutte le cause che lo hanno determinato, ha una importanza ed una valenza ben più alta del fallimento economico della società che lo ha gestito. Ovvero, per essere più chiari e stare sul pezzo, l’eventuale possibilità di affrontare le prossime partite del torneo con la squadra juniores da parte di una società in pectore, crea un ‘debito’ mediatico e sportivo a nocumento esclusivo della proprietà della stessa società, al pari di quello, ad esempio, di avere 150 spettatori al Viviani per le gare interne, record negativo pluridecennale. La retrocessione e/o il fallimento, parole brutte da pensare o pronunciare, stanno ormai dietro l’angolo, e rappresentano dinamiche che vanno messe in conto; dinamiche alle quali nessuno vorrebbe arrivare, ma che, ora come ora, aleggiano intorno alla situazione che sta evolvendo. Quindi assolutamente inutile e, direi anche controproducente, un eventuale sentimento di rancore nei confronti di una piazza, della cui ‘fame’ calcistica si era a conoscenza fin dall’inizio. Su qualsiasi dizionario il ‘muoia Sansone con tutti i filistei’ viene indicata come la frase di chi, per nuocere agli altri, non esita a danneggiare in primis se stesso. Ora, se non si riesce a mettere in campo una squadra almeno numericamente decente, si metta in campo la dignità e la responsabilità. Il tempo è finito. Time over.