“Lo Sport messaggero di Pace” e palestra dei popoli.

19.11.2016 13:47 di Antonella Sabia   Vedi letture
“Lo Sport messaggero di Pace” e palestra dei popoli.

Da sempre le migliori lezioni di vita ci vengono regalate dai più piccoli. Diego Malatesta di Ancona ha solo 13 anni ed è stato premiato (già) per il suo Fair Play dalla FIGC. Quello che è accaduto nella sfida Giovanissimi Cadetti 2003 fra Nuova Folgore e Giovane Ancona ha dell’incredibile e ha lasciato tutti di stucco. Sul punteggio di 1-0 in favore della sua squadra (ospite), l'arbitro concede un rigore che non c'è. Si incarica della battuta dal dischetto il giovane Diego, il quale è consapevole che l’arbitro ha preso un grande abbaglio, così decide di calciarlo volontariamente fuori. Sapeva che era la cosa giusta da fare, ma nessuno si aspettava un gesto così significativo, tanto che l’allenatore avversario a fine partita: “Sono nel mondo del calcio da 19 anni ma non avevo mai visto niente di simile. È il frutto di un’educazione impeccabile, queste esperienze fanno crescere tutti, soprattutto noi più ‘grandi’”.

È stata questa una delle storie raccontate da don Mario Lusek a margine del suo intervento in chiusura del convegno “Lo Sport messaggero di Pace” che si è tenuto mercoledì mattina presso il Seminario di Viale Marconi. Una storia esemplare ed edificante per il tema dell’incontro, in cui si è voluto sottolineare quanto sia indispensabile in un momento di difficoltà generale, che i giovani prendano atto di come il binomio sport e pace può abbattere le barriere e costruire ponti. Il Centro Sportivo Italiano di Potenza e la Presidenza Regionale di Basilicata della Universum Academy Switzerland sono stati orgogliosi di organizzare un importante incontro che ha visto come relatori, personaggi di caratura nazionale tra cui Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Luigi Campofreda, consigliere della Federazione Italiana Scherma, e lo stesso don Mario Lusek, Direttore Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana. “Lo Sport è luogo di inclusione, socializzazione e a livello agonistico è un momento di confronto, una sfida con gli altri. Attraverso la competizione, lo sport favorisce il viaggio verso l’avversario che non deve essere considerato un nemico, un ostile, perché la prima vera sfida di un atleta è con se stesso”, ha affermato don Lusek, che è stato inoltre cappellano ufficiale della squadra olimpica italiana a Rio.

Non è raro assistere a fenomeni di violenza negli stadi e fuori da essi, “accade quando viene messa da parte la dimensione ludica e magari subentra quella economica, lasciando spazio a violenza, fenomeno delle scommesse e via discorrendo. Anche il tifo, deve essere una festa, entusiasmo e appartenenza, quando si creano ostilità significa che c’è bisogno di rieducazione. È un po’ quello che un comitato come il CSI propone: formazione, educazione e accompagnamento dei giovani e delle società a cui appartengono ”, ha concluso.

Dalla difficoltà della vita sportiva in provincia, al gioco leale e corretto, il cosiddetto Fair Play, il convegno ha toccato tanti e interessanti temi che hanno inoltre coinvolto i tanti giovani delle scuole superiori potentine presenti, in attività logiche e motorie.

Con questo convegno abbiamo voluto dare un contributo ai nostri ragazzi che molto spesso si chiedono qual è il senso della loro vita, lo sport potrebbe dare delle risposte in tal senso. Credo che sarebbe importante tornare a fare attività ripartendo da luoghi come le parrocchie, gli oratori, sport all'aperto: la sfida che il CSI di Potenza ha accolto”, è stato l'intervento del presidente del CSI di Potenza, Andrea Schiavone (in foto).

Presente all'incontro anche Antonio Laguardia, dirigente del Liceo delle Scienze Umane “Gianturco” di Potenza, di cui circa una 50ina di alunni da ormai un mese e mezzo hanno intrapreso il percorso dell'alternanza Scuola-Lavoro. “Abbiamo stipulato questa convenzione con il CSI, avendo come istituto alcune classi ad indirizzo sportivo. I percorsi intrapresi sono due, uno per aspiranti istruttori, l'altro per aspiranti dirigenti. Il progetto è partito ad ottobre, le premesse sono buone e i ragazzi attendono soprattutto la parte pratica in cui verranno catapultati all'interno di diverse società sportive del territorio”, ha affermato il preside Laguardia.

In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, è necessario riaprire vari discorsi legati alla convivenza civile. Bisogna battere molto sul concetto dell'inclusività, che oggi è più marcato rispetto al passato. Lo sport è da considerarsi una palestra in cui vi è l'incontro tra culture diverse, caratteri ed estrazioni sociali diversi. Attraverso lo sport, quello sano, è possibile creare uomini e cittadini futuri, seri e responsabili.

A chiudere l'evento, i brevissimi interventi di Vito Santarsiero, presidente della Prima Commissione, e dal sindaco di Potenza Dario De Luca. Presente inoltre il vescovo emerito mons. Superbo.

 

Antonella Sabia

Addetto stampa CSI – Comitato di Potenza