Nei racconti di Vittorio Basentini, tifoso storico e appassionato di cronaca sportiva che ha raccolto nei suoi appunti le sue impressioni da reporter-tifoso ma con l'obiettività del giornalista, oggi tocca alla partita con la Sampdoria, allenata dal mitico Fulvio Bernardini, del 27 novembre 1966. L’articolo della partita, compresa la sintesi della stagione 1966-67, sono di esclusiva redazione dell'autore.

Trasferiamoci indietro nel tempo: gran colpo d'occhio del Viviani che ospita poco meno di 7.000 spettatori in una giornata fredda, erano le 14 e 30...

- - -

Gran galà del torneo cadetto di serie B al Viviani di Potenza. Di scena in Basilicata al Viviani l’imbattuta e blasonata formazione genovese della Sampdoria, vice capolista del torneo, appena retrocessa dalla serie A, del pluriscudettato allenatore Fulvio Bernardini.

Prima dell’inizio della partita, a bordo campo, ovazione in piedi ed applausi a scena aperta da parte del caloroso e competente pubblico potentino verso l’allenatore Bernardini della Sampdoria; a centrocampo cerimonia di consegna, da parte dell’Avv. Colantuoni, vice presidente Samp, al Presidente del Potenza Dott. Nino Ferri, di una medaglia d’oro da parte dei lavoratori lucani in terra genovese e consegna, da parte del capitano blucerchiato Frustalupi al capitano rossoblu Nesti, di una raffigurazione in argento della Lanterna, simbolo della Città di Genova.
Formazione della Sampdoria, vice capolista con punti 16, reduce dalla vittoria casalinga per 3-0 contro il Livorno la domenica precedente, con giocatori di buon tasso tecnico come il portiere Battara, Salvi, Delfino, Cristin, Frustalupi ed il biondo e roccioso stopper Giorgio Morini, il quale negli anni seguenti diventò il pilastro della difesa della Juventus e della Nazionale Italiana; formazione lucana del Potenza, invece, con punti 13, reduce dalla vittoriosa partita casalinga contro la capolista Varese per 2-1, grazie al rigore trasformato dall’ottimo Carrera a fine gara, dopo aver subito il pareggio varesino ad opera del centravanti Pietro Anastasi.
Da dire che l’attaccante varesino Anastasi, ad inizio della stagione calcistica, sostenne un provino con il Potenza con esito negativo e dopo aver disputato la stagione successiva con il Varese in A, venne opzionato dall’Inter, ma effettivamente acquistato dalla Juventus di Heriberto Herrera per la stagione 1968-69, considerato che l’Inter, avendo bisogno di un centravanti, acquistò Boninsegna dal Cagliari in cambio di Gori, Domenghini e Poli che furono trasferiti dall’Inter al Cagliari di Scopigno.
Formazione del Potenza dell’allenatore Alfredo Mancinelli, rinnovata rispetto alla passata stagione con gli innesti del forte portiere Rosario Di Vincenzo, nato a Genova, cresciuto nell’Entella, proveniente dal Genoa, che aveva rivestito nella stagione stellare dell’Inter di H.Herrera-stagione 1964-65- il ruolo di terzo portiere giocando tre partite in serie A; del forte terzino Franco Ciardi, ex giovanili dell’Inter proveniente dall’Atalanta, dell’ala destra Veneranda dal Prato, dell’esperto centravanti Paolo Piaceri proveniente dal Trani-serie B-con trascorsi in serie A nella Lazio-Stagione 1964-65 e del giovane mediano toscano Aldo Agroppi, (grande amico del giornalaio potentino Aldo Paese, titolare dell’edicola di Via Pretoria, ubicata  difronte la Chiesa della Trinità) proveniente dalla Ternana-Serie C- e ceduto dal Torino con la formula del prestito al Potenza, il quale negli anni seguenti giocò nel Torino vincendo uno scudetto e diventando titolare, dopo il mondiale di Germania, nel ruolo di centrocampista nella Nazionale Italiana di Bernardini e Bearzot.
Partita del 27.11.1966, disputata al Viviani fra Potenza e Sampdoria, estremamente affascinante, giocata a viso aperto da entrambe le squadre; certamente più attenta e tatticamente ben gestita dalla formazione blucerchiata visto che emissari genovesi, avendo visionato la formazione lucana in occasione della precedente partita contro il Varese,  giudicarono il Potenza una squadra molto forte, informando di tanto il mister Fulvio Bernardini.
Formazione potentina che impresse alla gara una notevole intensità che, tuttavia, non sorprese la formazione ligure.
Supremazia territoriale del Potenza sia nel primo che nel secondo tempo che tenne in tensione la squadra avversaria, superiorità a centrocampo del Potenza con prestazione maiuscola del mediano Aldo Agroppi e gran duello dello stesso con l’avversario Rigato, buona prestazione anche del forte centrocampista e regista della Samp Mario Frustalupi, giocatore dotato di un eccezionale palleggio e buona visione di gioco e buona prova anche del centravanti Francesconi, capocannoniere del torneo cadetto, ben controllato dalla difesa rossoblu.
Occasioni da gol da una parte e l’altra; tuttavia il Potenza per ben due volte con l’ala Veneranda non riuscì a portarsi in vantaggio, strepitosa l’occasione che poteva portare in vantaggio il Potenza grazie ad un colpo di testa dello stesso Veneranda che aveva spiazzato l’esperto portiere Pietro Battara, ma il pallone terminò fuori misura della porta avversaria.
Insomma il Potenza per le trame di gioco prodotte e per le occasioni da reti avute meritava qualcosa in più del pareggio; da dire che affrontò una squadra esperta e compatta che comunque ebbe pure le sue occasioni da gol, in particolare con Frustalupi, il quale costrinse ad una prodigiosa respinta con gran colpo di reni all’indietro dell’estroso portiere rossoblu Di Vincenzo.
Ancora un’azione gol della Samp e brivido per il Potenza, allorquando la punta Salvi, involato velocemente da solo verso la porta lucana, venne anticipato come un razzo da Di Vincenzo in uscita.
A cinque minuti dal termine ancora vantaggio sprecato dal Potenza con l’attaccante Piaceri, il quale, da buona posizione a pochi passi dalla porta blucerchiata, spedì il pallone sopra la traversa e partita che terminò a reti inviolate.

Sampdoria ad un punto dalla vetta, ma rischiò per davvero di perdere a Potenza.Potenza, invece, autoritario ma smanioso di vincere contro una formazione di rango, la quale riuscì tutto sommato a controllare la partita.

A fine gara il composto allenatore Bernardini, dai modi gentili e con grande signorilità, elogiò la formazione del Potenza di Alfredo Mancinelli, definendola la migliore squadra fino a quella data affrontata dalla Sampdoria.
Ancora una volta buon arbitraggio da parte del Sig. De Robbio di Torre Annunziata.
La Sampdoria vinse il campionato cadetto -stagione 1966-67- con 54 punti, unitamente al Varese con punti 51.
Il Potenza si classificò al sesto posto con punti 39 insieme a Padova e Modena, 35 reti segnate e 38 reti subite.
Capocannoniere del Potenza fu Franco Carrera con 10 reti segnate.
Una particolarità: il portiere Rosario Di Vincenzo giocò tutte le 38 partite del torneo, subendo in media 1 rete ogni partita.
Capocannoniere del torneo il centravanti Francesconi della Samp con 20 reti segnate.

Nella partita di ritorno la Sampdoria vinse per 1-0 con rete di Tentorio al 62’, in una gara estremamente equilibrata e molto combattuta e questo risultato, seppur negativo per la sconfitta di misura, confermò la grande potenza dei rossoblu al quarto anno consecutivo in serie B.


Il Tabellino.

SERIE B – 12^ Giornata - STAGIONE 1966-67- 27 novembre 1966 - Orario 14.30- “STADIO ALFREDO VIVIANI”-

Potenza - Sampdoria  0-0

S. C. POTENZA (4-1-3-2): Di Vincenzo, Ciardi, Venturelli, Nesti, Marcolini, Agroppi, Veneranda, Carrera, Rosito, Piaceri, Carioli. A disposizione: Masiero, Zanon. Allenatore Afredo Mancinelli.

SAMPDORIA (4-3-3): Battara, Delfino, G.Morini, Vincenzi, Dordoni, Tentorio, Frustalupi, Rigato, Salvi, Cristin, Francesconi. A disposizione: Matteucci, Roberto Vieri. Allenatore. Fulvio Bernardini.

Arbitro: De Robbio di Torre Annunziata (NA) 

Note: Spettatori presenti circa 6.800 dei quali 250 abbonati, terreno pesante-Giornata fredda-Temperatura 5°C. Angoli 3-1 per il Potenza.

Sezione: Mondo Potenza / Data: Sab 28 dicembre 2019 alle 23:10 / Fonte: Vittorio Basentini
Autore: Redazione TTP / Twitter: @tuttopotenza
Vedi letture
Print