Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento di un tifoso del Potenza, Vincenzo Baldi, che fa un po' il punto sulla storia recente del Potenza e come tutti gli altri contributi si nota che è fatto con il cuore, un cuore assolutamente rossoblu.
Invitiamo i nostri lettori a scriverci e, ringraziando il Sig. Baldi, vi auguriamo buona lettura...

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A tutt’oggi posso dire di essere stato in molti stadi d’Italia non ho mai sentito quelle vibrazioni, quella grinta, il fuoco dentro, come quando sto su quella curva ovest. Come dimenticare la magica promozione del 2007, quell’anno ho avuto emozioni indimenticabili. In quella stagione mi impressionarono Dettori, Nolè, Berretti, Lolaico, Iuliano, per me erano mostri sacri. Ahimé come posso  non  menzionare Delgado. Quel gol ai supplementari non me lo scorderò mai. Dell’anno successivo ricordo un inizio di stagione favoloso. 3 partite 3 vittorie e primo posto in classifica. Ad ogni modo ho ammirato il Toro di Mariconda. Impressionante, tecnica e potenza allo stato puro. Ricordo che ogni pomeriggio, a fine allenamento De Cesare calciava i suoi palloni in sequenza posizionati ai limiti dell’area di rigore, tirava con una precisione, tecnica e potenza che non volevo smettesse mai. Un grande calciatore. Ma come ogni cosa, non ci sono solo gioie. Ricordo l’anno successivo e quella retrocessione nonostante avessimo in grandissimo tridente d’attacco con Sarno, Cozzolino e Nolè. Peccato perché quella posizione in classifica non rispecchiava il valore della  squadra. Tengo a precisare che quell’anno mi stupì fortemente un calciatore che giocò poco. Benedetto Mangiapane. Ricordo ancora un  Potenza-Crotone 2 a 0 col Crotone 2° in classifica caduto al Viviani per merito di una sua doppietta. Da lì poi il baratro, l’illecito sportivo del 2010 ed il ripartire dall’eccellenza. Il nuovo fallimento del 2012 per la stabilizzazione del 2015 fino al 2017. Partita dopo partita si vedeva che non eravamo più una delle tante squadre di serie D. Stavamo acquisendo un’identità. La stagione fu un sogno così come la squadra. França, Guaita, Coppola, Coccia, Panico, Breza ed altri. Poi la serie C. Non so come abbia fatto a smuovere le acque ma sono d’accordo col presidente quando dice che mister Raffaele arriverà in serie A. Infatti con lui in panchina abbiamo fatto fatica a perdere. Eravamo una neopromossa con la fama di essere una mina vagante per chiunque. Finimmo quinti, in zona play off per la serie B, pur essendo la prima stagione che giocavamo in serie C. Non ci  potevo credere, era un sogno, ma ho seguito i play off pensando che comunque fosse andata sarei stato fiero. Quella sera di Catania-Potenza mi sono trovato ad applaudire lo schermo del pc, ma avrei voluto essere lì personalmente ad applaudire la mia squadra del cuore. Piansi, ma non per la sconfitta, ma per la felicità che la mia squadra aveva cuore, forza, grinta, tenacia, ma soprattutto un’anima e quella consapevolezza che mi ha dato gioia. Nella speranza di non vederti più nel baratro ma di continua re a crescere insieme, colgo l’occasione per dimostrarti il mio amore con questa lettera. Ringrazio la società, la squadra e tutto lo staff che stanno permettendo che questa realtà possa continuare.
Un caro saluto - Baldi Vincenzo

Sezione: #NoiSiamoPotenza / Data: Gio 02 aprile 2020 alle 13:30 / Fonte: Vincenzo Baldi
Autore: Redazione TTP / Twitter: @tuttopotenza
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