Durante la seduta di ieri del Consiglio regionale più che le comunicazioni del presidente Bardi dopo la nomina della nuova giunta, a rubare la scena è stato l’ex assessore della Sanità, Rocco Leone. “La mia delusione non è politica. Ci sta il cambio, l’alternanza, ma per me è una delusione e un tradimento umano. Lei – ha detto rivolgendosi al governatore – è abituato a trattare gli uomini come un giocatore di scacchi tratta i pupi. E io sono stato trattato come un pupo senz’anima. Invece un leader capisce, ascolta e poi decide come in un gioco di squadra”. C’era da aspettarselo. La resa dei conti iniziata dopo il rimpasto “al veleno” si è spostata ieri in Consiglio regionale. Ad innescarla la comunicazione del presidente della giunta che senza toccare i gravi aspetti politici si è limitato ad una scarna relazione su temi generali da affrontare. “Si apre la seconda parte della legislatura – ha detto – con una nuova giunta rinnovata per 3/5 mantenendo l’impegno preso per cui la politica è servizio a dimostrazione che altri volti e energie erano a disposizione per dare sostegno all’azione di governo”. Quindi l’aspetto politico con la difficile questione legata ai numeri della maggioranza. “Dispiace – ha detto Bardi – non aver raggiunto in questa fase accordo con FdI. Ma il dialogo resta aperto e a reciprocità di intenti corrisponderà una mia concreta apertura. Quello che resta prioritario sulle logiche dei partiti è la necessità di dare risposte alla comunità regionale. Fare accadere le cose, produrre fatti nel solo interesse dei lucani”. Ma come detto è stato l’intervento di Leone a scatenare la bagarre, con tanto di scambio di accuse ed intervento non meno pepato del presidente Bardi.

“Questa non è una caserma” ha attaccato Leone, che ha esternato tutto l’imbarazzo iniziale rispetto al tipo di intervento dai banchi. Io – ha detto – mi affeziono alle persone e in politica forse non sta bene. La mia dignità è stata offesa come la volontà di quel 4,5% della provincia di Matera che ha scritto il mio nome sulla scheda elettorale mentre il suo nome era già scritto. Quando è venuto in Basilicata aveva fatto il generale ma essere leader è altra cosa. Io – ha aggiunto ho dato rispetto e lealtà ma ho anche difeso strenuamente la sua persona nei territori quando, ad esempio, sono andato a difendere la bozza di riforma sanitaria strappata in piazza a Matera”. Un lungo elenco – poi – di rinfacci e mancanze. “Sono sconvolto nel sentire queste parole” ha replicato stizzito Bardi in una resa dei conti che ha assunto toni elevati prima dell’uscita dall’aula di entrambi. “Credo che con questa dichiarazione – ha aggiunto il governatore – abbia – dimostrato di non essere stato all’altezza di fare l’assessore ed abbia difficoltà a fare anche il consigliere oggi”.

Sezione: Obiettivo Basilicata / Data: Mer 16 marzo 2022 alle 13:24 / Fonte: lanuova.net
Autore: Redazione 1 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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