Il clan Di Muro - Delli Gatti di Melfi era tornato operativo. Ma il pm della Dda di Potenza, Gerardo Salvia, ha mandato in esecuzione 16 misure cautelari per frenarne l'attività, nell'ambito di un inchiesta che vede indagate 54 persone e che sfiora il Comune. 

L'associazione a delinquere di stampo mafioso viene ipotizzata per 24 persone e di queste oggi all'alba 9 sono finite in carcere e 2 ai domiciliari. La custodia in cella è stata disposta per Angelo Di Muro, Vincenzo Di Muro e Lorenzo Delli Gatti, ritenuti a capo dell'organizzazione, e poi per i presunti partecipi Umberto Di Muro, Andrea Di Muro, Antonino Delli Gatti, Marino Sciaraffia, Antonio Ferrieri e Donato Antonio Fuschetto. Ai domiciliari Michele Delli Gatti e Donato Prota.

Accusati di concorso esterno sono invece finiti in carcere Francesco Fischietto e Francesco Carnicella  e ai domiciliari Antonio Di Vienna, mentre è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giuseppe Alessio Savino e Andrea Mazzucca.

Stando alle accuse, l'associazione mafiosa avrebbe operato nel Vulture-Melfese: furti, estorsioni, usura, traffico di armi e droga, le attività principali. Il clan avrebbe cercato anche di acquisire in regime monopolistico il controllo di alcune attività economiche, anche in Puglia, tra cui la raccolta e la rivendita di paglia e foraggi. E poi avrebbe mirato ad acquisire complessi fondiari nel Vulture e beni e servizi da aziende della zona, con la forza dell'intimidazione. Ad essere presi di mira erano diversi operatori economici, spaziando dagli espositori alla sagra della Varola per arrivare all'ipermercato Interspar di Melfi. 

E il gruppo aveva anche stretto alleanze con altre organizzazioni, come i Martorano-Stefanutti di Potenza. Sintomatico il tentativo di alcuni affiliati melfitani di dissuadere la vedova di Donato Abruzzese dal costituirsi parte civile nel processo a carico di Dorino Stefanutti per l'omicidio del marito.

Ma le oltre 500 pagine dell'ordinanza fotografano una serie di reati che coinvolgono alcuni dei presunti affiliati. Tra questi una presunta turbativa d'asta che coinvolge anche una consigliera comunale, Vincenza Navazio, e il fratello e presidente del Melfi Calcio, Lorenzo Giovanni Navazio, per l'aggiudicazione di una procedura di assegnazione di un terreno agricolo indetta dalla Banca delle terre. Per gli indagati l'aggravante di aver agito per agevolare il clan mafioso

Sezione: Obiettivo Basilicata / Data: Ven 01 luglio 2022 alle 21:40 / Fonte: rainews.it
Autore: Redazione 1 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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