Tra l’attesa per il pronunciamento della Covisoc sulla domanda di ammissione in Serie C e il ricorso al Tar per la mancata concessione dello Scoglio per i prossimi 99 anni. Il fine settimana del Football Club Messina si vive soprattutto sull’equilibrio delle cosiddette carte bollate: martedì 27 l’organo di controllo della Lega Calcio si pronuncerà sulla pratica di ingresso tra i professionisti della società giallorossa che prova a piazzare il colpo come nona ammessa dalla Serie D, al posto del rinunciatario Gozzano (vincitore del Girone A) e dell’Aglianese che precedeva il Football Club nella graduatoria delle vincenti dei playoff.

Fiato sospeso, anche se in Via Dogali si sentono sicuri sulla buona riuscita dell’operazione, nonostante il destino sia legato quasi interamente alla fideiussione stipulata dalla società solo a ridosso della scadenza dei termini. Una sicurezza nei propri mezzi, economici principalmente, che il Football Club Messina sfoggia sin dall’immediata conclusione del playoff vinto con la Gelbison, ma che adesso passa sotto le forche caudine dell’insindacabile giudizio della Covisoc ed eventualmente del Consiglio Federale.

Poi si penserà all’aspetto tecnico: Massimo Costantino resta in pole per le conferma come allenatore, mentre per il ruolo di Direttore sportivo resta sempre forte la candidatura di Danilo Pagni, passato da Messina, sponda Acr, nella stagione 2014/15 e lasciando, sotto la gestione di Pietro Lo Monaco, un ricordo tutt’altro che positivo. Con Rizzieri e Grabinski ormai al passo d’addio, la casella di Direttore generale dovrebbe essere occupata da Filippo Marra Cutrupi.

Sul fronte bando di concessione dello Scoglio, ritirato in autotutela dal Comune dopo il parere negativo sulla proposta del Football Club da parte del Rup Salvatore De Francesco, la società giallorossa ha depositato il ricorso al Tar di Catania chiedendo un maxi risarcimento di oltre 400 milioni di euro. Una cifra enorme per un ricorso, preparato dall’avvocata della società giallorossa Enrica Maria Ghia, che coinvolge non solo l’amministrazione comunale e De Francesco, ma anche lo studio Vermiglio, contattato per più consulenze dallo stesso Rup. Eccesso di potere, violazione dei principi di trasparenza, turbativa d’asta e indebita interferenza tra le motivazioni presenti nel ricorso: elementi che portano, secondo la società, anche al danno dell’immagine del Football Club Messina “screditata durante tutto l’iter di gara”.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 24 luglio 2021 alle 20:28 / Fonte: messinanelpallone.it
Autore: Redazione 3 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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