Il caso del Bonus Inps per il Covid investe il Comune di Potenza. Due gli assessori che avrebbero preso il bonus da 600 euro dell’Istituto di Previdenza per affrontare le prime necessità della Pandemia: da una parte c’è al leghista Patrizia Guma, titolare delle deleghe si Sport, Affari Legali e Sanzioni amministrative, dall’altro c’è Marika Padula (del gruppo Idea) titolare delle deleghe Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Infanzia. Avvocato la prima (ed è indubbio che l’attività professionale coi Tribunali chiusi ha subito uno stop), consulente la seconda (prima dell'incarico assessorile era dipendente, ma poi ha intrapreso un’attività nello stesso settore con partita Iva).

La questione è emersa ieri nelle stanze della maggioranza comunale. Stanze tenute come mai «isolate» come scelta politica non tanto nella speranza che il caso non emergesse (pare oramai certa la pubblicazione di tutti gli elenchi dei politici che hanno beneficiato della misura a seguire di quelli coi nomi dei 5 parlamentari) quanto confidando nel minor rumore che la vicenda poteva avere se «annegata» nel mare di migliaia di nomi in tutta la penisola.

I rumors parlano anche di alcuni consiglieri (di maggioranza e di opposizione) ma c’è un’evidente differenza tra un assessore di un capoluogo di regione, che riceve un’indennità mensile in torno ai 2.500 euro al mese (mai sospesa nel periodo del Covid) e i membri dell’assemblea che ricevono solamente i getti legati alla partecipazione alle sedute di consiglio e di commissione.
Una differenza che resta incommentata a livello di Comune. Impossibile parlare con le dirette interessate (i telefoni squillano a vuoto, i messaggi sms e stessa sorte per i contatti whatsapp e Facebook) e bocche cucite anche per tutti gli altri esponenti della maggioranza contattati, mentre tra le fila dell’opposizione nessuno sa niente.

Continuando a scavare, però, emerge come sulla questione sia già stata avviata una riflessione sulla condotta da tenere. Nella Lega la scelta finale sarebbe stata posta nelle mani del segretario regionale, il sen Roberto Marti. Questo perché da una parte c’è la linea dura decisa a livello nazionale coi parlamentari sospesi e l’annuncio che chi aveva preso il bonus non sarebbe stato candidato alle oramai prossime amministrative, dall’altra sarebbe emerso un atteggiamento più «tollerante» nel dibattito dei seguaci potentini del Carroccio, tendente a rubricare la questione come un incidente e facendo prevalere la stima nei confronti dell’esponente di giunta.

Atteggiamento diverso all’interno di Idea. Questa forza politica si sarebbe interrogata seriamente sull’opportunità di un passo indietro da parte dell’esponente di giunta coinvolta, magari addirittura prevenendo la diffusione della notizia, ma, almeno su questo specifico aspetto, si sarebbe poi deciso di soprassedere in attesa di vedere come andranno le cose. Ma la partita resta evidentemente aperta. Anche perché - sotto il profilo squisitamente tecnico, se l’assessore Padula uscisse dalla giunta e nell’esecutivo venisse nominato uno degli eletti attuali, l’assessora uscita diventerebbe la prima dei non eletti bloccando ulteriori possibili cambi.

La parola finale su entrambi i casi, tuttavia (salvo passi indietro unilaterali) dovrebbe essere quella del primo cittadino Mario Guarente, esponente di una linea, quella della Lega, a livello nazionale improntata al rigore. Riuscirà a coesistere con gli assessori con bonus Inps?

Sezione: Succede in città... / Data: Ven 14 agosto 2020 alle 21:44 / Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
Vedi letture
Print