Un mese fa ci lasciava Donato Sabia. Un atleta che ha dato prestigio alla nostra città per i suoi risultati sportivi e a coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo ha lasciato una eredità di sentimenti e l'orgoglio della sua integerrima onestà. Il suo è stato un addio duro, improvviso, doloroso e, per alcuni versi, ancora oggi sconcertante, ed è avvenuto proprio quando si doveva passare all'azione per Potenza Città Europea dello Sport 2021. Ci piace ricordarlo con gli appellativi più volte ripetuti in questo mese: speciale, persona perbene, dotato di quella carica umana che solo i Grandi possono dare, come ha ricordato Giuseppe Rita. Siamo certi che ovunque si trovi ora non smetterà di correre e aiutare gli altri, non smetterà di guidare e indirizzare la sua città che ha portato agli onori del mondo. Grazie Donato per i tuoi regali sportivi, grazie Donato per quello che hai fatto per noi potentini, per i lucani e per chi ti ha conosciuto. Continueremo tutti a correre con te.

L'eredità di Donato Sabia alla città.
Atleta simbolo della potentinità Donato Sabia ha lasciato in eredità alla città di Potenza trofei e record; forse ne avrebbe collezionati di più ma la sua attività è stata limitata dagli infortuni. "Nino", così veniva chiamto dagli amici, è stato primatista mondiale dei 500 metri piani con il tempo di 1'00"08 stabilito a Busto Arsizio il 26 maggio 1984, un record rimasto imbattuto per quasi 29 anni. Allenato da Carlo Vittori, poi da Sandro Donati, ha avuto una carriera con grandi soddisfazioni, come le due finali degli 800 m piani ai Giochi olimpici di Los Angeles e Seul, o la conquista dell'europeo indoor degli 800 metri piani a Göteborg 1984. Nella stessa specialità vanta la terza prestazione italiana di tutti i tempi e il quarto tempo assoluto. La sua è stata, purtroppo, una carriera costellata dagli infortuni infatti, tormentato da problemi ai tendini, lasciò le gare nel 1992. Nel 1987, il suo trofeo più bello, dopo la conquista del secondo posto alla Coppa Europa di Praga e l’ennesimo infortunio, rifiutò la proposta di ricorrere al doping.
Terminata la carriera di atleta, Donato iniziò quella di tecnico sportivo: per tre anni fu l'allenatore della Federazione maltese di atletica leggera, che ha accompagnato nel 2000 ai Giochi olimpici di Sydney. E' l'unico atleta italiano che è riuscito nell'impresa di raggiungere la finale olimpica degli 800 metri per due volte consecutive (1984 e 1988).

Sezione: Succede in città... / Data: Ven 08 maggio 2020 alle 21:45
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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