E’ deceduta all’ospedale San Carlo di Potenza, Rossella Mastromartino, la donna di 36 anni investita da un pullman stamane alle prime luci dell’alba, nell’area industriale di San Nicola di Melfi, all’uscita dal turno di notte da una delle aziende dell’indotto Stellantis, la Proma. La donna era stata prima trasportata in codice rosso al vicino ospedale della cittadina federiciana in stato di incoscienza, poi in eliambulanza al San Carlo di Potenza, dove era anche stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Purtroppo però, nel tardo pomeriggio, la triste notizia. 

Una morte che fa rabbia e indigna. Perché arrivata a causa della mancata illuminazione della strada principale che collega tutte le principali aziende dell’indotto allo stabilimento Stellantis. Era da settimane che sindacati e lavoratori denunciavano, inutilmente, i rischi che si correvano.

Lo aveva fatto la Uilm, con una nota ufficiale dello scorso 3 dicembre, nella quale chiedeva agli organi competenti (in particolare all’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, all’Asi, all’Apibas e al Prefetto) di intervenire. E proprio per questo “la rabbia è tanta. Perché ancora una volta, le inadempienze di chi dovrebbe garantire la sicurezza e l’incolumità di cittadini e lavoratori, ha portato ad un evento che con il buon senso, con l’ascolto e tempestività di intervento, si sarebbe potuto evitare”. “Ed invece ancora una volta – ha aggiunto il sindacato – constatiamo che in questo paese, purtroppo, per smuovere la coscienza e l’abnegazione, che dovrebbero essere propri degli addetti ai lavori, devono accadere per forza le tragedie”. Ed ora non resta che augurarsi “che chi ha sbagliato paghi senza se e senza ma”.

Ma lo aveva denunciato con forza anche la Cgil. Da cui arrivano parole di fuoco contro la classe politica lucana. “È il momento del dolore, del silenzio e della riflessione – hanno sottolineato in una nota Cgil e Fiom Basilicata -. Tuttavia, non si può ribadire con forza che si tratta di una tragedia annunciata, frutto della sordità delle istituzioni di fronte alle continue sollecitazioni dei sindacati per la messa in sicurezza di uno dei più grandi siti industriali del Mezzogiorno”. “Più volte – hanno aggiunto le due sigle sindacatli – sono stati chiesti interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza degli attraversamenti pedonali e delle strade di accesso agli stabilimenti, dal manto stradale all’illuminazione, del tutto inadeguata”. Dunque, l’affondo sulle responsabilità. “Ci sono delle responsabilità politiche ben precise che riguardano tutte le classi dirigenti lucane che in questi anni si sono susseguite e che nulla hanno fatto per salvaguardare la vita di lavoratori e lavoratrici. Non si può morire in questo modo. Non si può uscire di casa per fare il proprio dovere a 36 anni e non farci più ritorno. La politica intervenga in modo definitivo e adeguato. Diciamo basta a questa strage infinita”. Basta.

Sezione: Succede in Lucania... / Data: Sab 18 dicembre 2021 alle 21:30 / Fonte: La Nuova del Sud
Autore: Redazione 2 TuttoPotenza
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