Conferenza stampa per Antonio Floro Flores, allenatore del Benevento, alla vigilia del match del “Viviani” contro il Potenza, valido per la 29a giornata di campionato. Le sue parole dalla sala stampa del “Vigorito”.

Settimana

“Una settimana intensa, fatta come tutte. Sono mesi che si allenano sempre con un’intensità pazzesca, ho dovuto rallentare io questa volta. Ormai sono proiettati, mentalizzati, non ho nulla da dire su questo”.

Diffidati

“Se ho pensato ad escludere qualche diffidato? Sarei un ipocrita a dire sì o no, ma faccio le scelte pensando di partita in partita. Qualcosa cambierò perché abbiamo tre partite in una settimana e penso sia normale, l’ho fatto quando abbiamo giocato tre partite e lo farò questa settimana, ho una rosa importante. Non guardo mai al dopo, guardo al presente e a chi ho davanti perché è la partita più importante”.

Dubbi

“Ho pochi dubbi, per fortuna ho tre partite in una settimana e riesco ad accontentare più persone. Dubbi non ne ho, la formazione è già fatta. Avere i dubbi può succedere e quando succede lo dico, ora abbiamo tre impegni, c’è spazio per più giocatori e farò in modo di accontentare tutti. Ho una rosa importante, è il mio dovere far star bene tutti, è il mio obiettivo da quando sono arrivato. So come sta un giocatore quando non gioca. Questo è l’ultimo dei problemi, scenderà in campo la formazione che riterrò più opportuna, andranno a 200 all’ora. Ho grandi uomini, faccio forza su questa cosa qui”.

Potenza

“Ho detto ai ragazzi che dobbiamo vincere, non c’è altro. Non si racconta come si vince una partita, si va e si vince: con voglia, carisma, rispetto per l’avversario. Siamo stupidi se pensiamo di andare lì e sottovalutare l’avversario, una squadra costruita per un campionato di vertice e che ha avuto qualche difficoltà. Ora è in netta ripresa, queste gare si preparano da sole. C’è una linea sottile, spesso usiamo la parola umiltà ma spesso c’è il rischio di essere presuntuosi, arroganti. Nella mia vita ho messo davanti sempre l’umiltà e ho cercato di trasmettere gli stessi principi: hanno un allenatore importante, capace di preparare le partite nel migliore dei modi. L’umiltà è mettersi a disposizione dei propri compagni e faccio affidamento su questo”.

Russo

“Danilo Russo è un punto di riferimento per tanti ragazzi, armonioso, si taglia i capelli da solo: questo è un dato fondamentale, ci tengo a precisarlo. Lui incarna la parola umiltà, un ragazzo per bene, sa che deve andare al doppio per poter giocare, che la sua carriera è stata costellata da tante vittorie perché ha nelle corde l’essere umile. L’ho conosciuto a Caserta, arrivava al campo prima di tutti e se ne andava dopo. Ho avuto piacere di incontrarlo di nuovo e ho una grande stima”.

Insidie contro il Potenza

“Una squadra che non ha mai perso in casa, vorrà mantenere l’imbattibilità. Contro di noi le insidie sono dietro l’angolo: tutti vogliono fare bella figura ma per noi non deve essere un’ossessione, è l’errore più grande che si possa fare. Una squadra costruita per stare lassù, sono in finale di coppa e un motivo ci sarà. Non è il Potenza, il Potenza vale il Catania per il blasone, la capacità. Faccio più fatica ad approcciare con le piccole che con le grandi, con le grandi si prepara da sola la partita. Sono costruiti per fare qualcosa di bello e hanno tenuto la struttura. Dipendiamo da noi”.

Destino

“Toscano ha detto di non voler vedere i telefoni in panchina per il risultato del Benevento? Un allenatore quando dice questo non è mai vero: se vinco o perdo mi interessa Salernitana-Catania, essere ipocriti è la cosa più facile oggi. Quando finirò la mia partita, guarderò Salernitana-Catania. L’ipocrisia non fa parte del mio essere. Non c’è mio figlio che ha sempre la priorità. Senza di lui il Catania è la priorità”.

Dualismo con Toscano

“Polemiche a distanza con Toscano? Sono chiacchiere da bar. Ho 600 partite tra Serie A e Serie B ma ho grande rispetto per Toscano, se ha vinto 5-6 campionati vuol dire che è stato bravo, gli faccio i miei complimenti. Vincere un campionato vuol dire che alla fine vince solo una squadra, chi si salva sono le altre 19. Non ho mai creduto nella fortuna, ho rispetto per chi vince, per chi lavora, e non mi metto a perdere tempo in queste chiacchiere da bar. Cosmi potrebbe dire che ha allenato in Serie A mentre altri non l’hanno fatto. Se vuoi capire che giocatore sei basta aprire l’almanacco, diceva Quagliarella. Se hai 200 partite in Serie C e non in Serie A devi farti delle domande”.

Sinistra

“Gioca Della Morte. Perché se l’è meritato, non perché non trovo qualcuno in quel ruolo. Sostituire Simonetti non è facile. Dimentichiamoci di lui per qualche mese, poverino, ha problemi più importanti dei nostri. Ha caratteristiche di un giocatore unico nel suo genere. Non sto provando gente lì, non mi piace vedere Manconi lì perché è lontano dalla porta, Kouan si è messo a disposizione e devo solo ringraziarlo, se sbaglia fuori ruolo è colpa mia. Le scelte le faccio io, pensavo in quel momento potesse darmi una mano lì”.

Della Morte

“Nella vita ho imparato ad apprezzare chi sta zitto e chi non parla ma corre. Della Morte non dice mai una parola ma si allena sempre bene, anche se gli girano le scatole. Rispetto queste persone qua, so cosa vuol dire aspettare l’occasione e soffrire. Ho la mia squadra, dal primo giorno ho chiesto divertimento, piacere di stare insieme e divertirsi quando si gioca. Il calcio resta divertimento, passione, dedizione, ossessione, tutto racchiuso nel calcio. E lui rappresenta alla lettera queste parole: doveva essere il titolare, da quello che mi dicono, poi Lamesta ha fatto bene e si è meritato il posto. Qualcuno ha detto che doveva andar via ma non è mai vero, se dovesse succedere qualcosa di bello gli chiederò di restare con me. Lui come altri, anche Borghini, li vedi sempre andare a mille all’ora. Se si vince qualcosa è perché chi non giocava si è messo a disposizione: ad oggi la differenza la fa chi non sta giocando”.

Modulo

“4-3-3? Perché mi avete etichettato un mio modulo preferito? Servono i giocatori adatti per poterlo fare ed oggi ho quattro centrocampisti. Se gioco in tre avanti ho sempre il problema dell’attaccante esterno, Manconi ha troppa qualità per stare lontano dalla porta. Il modulo me lo dicono i miei giocatori, non me lo invento io. Vedo i miei giocatori, quando ho perso col Cosenza ho detto che il modulo non era adatto ai miei giocatori. Ognuno vede i giocatori per quello che può essere il modulo, non mi posso limitare lì. Se dovessi iniziare l’anno chiederei i giocatori per un modo di gioco. Mehic ha un problema importante, i centrocampisti sono quelli. Non amo un modulo, amo i miei giocatori e in base a quello faccio il modulo”.

Sezione: Le avversarie / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 14:35 / Fonte: Calcio Benevento
Autore: Red TTP / Twitter: @tuttopotenza
vedi letture