Il 2026 del Potenza si è aperto esattamente come si era aperto  il 2025: con un pareggio. Cambiano le attenuanti, non il risultato. Se lo scorso anno i rossoblù furono spreconi e sfortunati nella trasferta in casa della Turris, questa volta seppur con l'attenuante delle numerose assenze gli uomini di mister De Giorgio si sono lasciati imbrigliare al "Viviani" dall’ottimo Giugliano di Eziolino Capuano, capace di spegnere sul nascere ogni tentativo di accendersi del Potenza.

Dodici mesi fa fu la Turris, oggi il Giugliano. Due partite diverse, due avversari diversi, ma la stessa sensazione: quella di una squadra che resta sospesa, incapace di compiere il definitivo salto di qualità. Due facce della stessa medaglia, due situazioni che si ripetono e che riportano sempre allo stesso interrogativo: alzare finalmente l’asticella o continuare a galleggiare?

Un anno fa, di questi tempi, il Potenza era a soli due punti dalla vetta. La società e il direttore sportivo Enzo De Vito scelsero la linea della continuità, intervenendo solo per sostituire i partenti. Una scelta che, col senno di poi, non portò alla svolta auspicata. Oggi il copione sembra ripetersi: in campionato il Potenza resta una eterna incompiuta, con tantissimi punti gettati alle ortiche e una classifica che racconta di un nono posto con 26 punti in 20 giornate, lontano dalle prime cinque posizioni e dalle "big" del torneo.

Ma questa volta c’è una variabile enorme, capace di cambiare il senso di un’intera stagione: la Coppa Italia di Serie C. Le storiche semifinali contro la Ternana sono dietro l’angolo (andata il 14 gennaio in Umbria, ritorno il 28 al “Viviani”). Un traguardo mai raggiunto in oltre cento anni di storia. Vincere la Coppa significherebbe prestigio, visibilità, partecipazione alla Coppa “dei grandi”, ma soprattutto un vantaggio sportivo enorme: l’accesso diretto ai quarti di finale dei playoff per la Serie B. Un bonus che, oggi, aprirebbe scenari impensabili.

Ed è qui che il Potenza torna al bivio.

Profilo basso o svolta? La società deciderà di limitarsi al minimo indispensabile, confidando in un miracolo di De Giorgio e del suo gruppo? oppure sceglierà di intervenire con decisione sul mercato, inserendo profili pronti, di categoria, almeno uno per reparto, per sopperire all’emergenza e alzare il livello qualitativo della rosa?

E ancora: si lavorerà sui rinnovi dei giocatori in scadenza, a partire da elementi chiave e richiesti come Schimmenti e Siatounis, oppure si rimanderà ogni scelta, mantenendo un equilibrio che finora non ha portato al salto di qualità? È forse proprio rompendo questo equilibrio che il Potenza può smettere di essere un’incompiuta e diventare una squadra da vertice?

Una cosa è certa: nei primissimi giorni di calciomercato il Potenza si gioca una fetta enorme del proprio futuro. Il campionato racconta di un’occasione parzialmente mancata, la Coppa di un sogno ancora vivo. L’ambiente attende una scintilla, una presa di posizione, un segnale chiaro.

Il tempo delle mezze misure sembra finito.
Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Sezione: L'opinione / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 16:36
Autore: Marco Laguardia
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