Il presidente federale Gravina, intervenuto a Corriere dello Sport, ha parlato della questione legata alle riforme dei campionati, oramai un tema divenuto pulcinellesco nel sistema calcio italiano:"Avevo preparato un dossier molto articolato, ma la discussione si è arenata perché alcune leghe non hanno voluto rinunciare al cosiddetto diritto d’intesa. Al momento è tutto fermo, inutile girarci attorno. Intanto abbiamo allineato l’Italia all’Europa, adottando criteri economici scelti dalla Uefa. Stiamo puntando al risanamento dei conti del calcio professionistico: serve una gestione più virtuosa. Perdite fuori controllo e spese faraoniche? Il valore della produzione del calcio è aumentato del 24% rispetto alla stagione precedente, raggiungendo 4.3 miliardi. Tuttavia il settore ha registrato perdite per 5 miliardi nelle ultime 5 stagioni. È urgente trovare un equilibrio tra costi e ricavi, altrimenti non c’è futuro. Ci sono però anche aspetti positivi. Grazie al calcio sono stati creati 11.3 miliardi di Pil, generandone 3.3 di gettito fiscale. A questo si aggiungono le progettualità sociali che hanno un impatto straordinario sulla produttività”.

.Sulla questione relativa ai diritti TV: "In economia si parla di legge dell’utilità marginale decrescente: se metti troppo prodotto sul mercato, perdi di interesse. Così il calcio è inflazionato e le risorse dei diritti tv si spostano verso le competizioni internazionali a discapito di quelle nazionali. Spero che il Mondiale per Club porti benefici al sistema, ma di sicuro si gioca troppo".

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 17 agosto 2024 alle 17:41 / Fonte: centotrentuno.com
Autore: Redazione
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