Domenico Girasole ex Potenza seppur da svincolato, ha scelto di scendere in Serie D dopo tre campionati da titolare in Serie C.  Il suo sogno era indossare l’amaranto, una passione di famiglia ereditata dal padre che non c’è più e che sarebbe stato estremamente orgoglioso di vederlo giocare al Granillo.

Il suo arrivo, però, è stato accompagnato da polemiche legate al fatto che sia il nipote dell'ex sindaco del capoluogo calabrese Paolo Brunetti, ovvero colui il quale ha ricevuto qualche critica per avere scelto La Fenice Amaranto nella manifestazione d’interesse per far ripartire la Reggina.

“La cosa – ha detto Girasole ospite di Video Touring –  non mi ha scalfito. Quando ho letto certe cose, mi è scappata la risata. Cerco di guardare il positivo da ogni cosa che succede e per me è stato uno stimolo in più”.

La Reggina sembra aver trovato una dimensione da big per il girone. Ma è tardi e c’è qualche rimpianto.  “Fare nove partite – ha spiegato Girasole –  in un mese è stato penalizzante per noi. Giocando ogni tre giorni non eravamo al top della forma. Noi ci crediamo e continuiamo ad affrontare tutte le partite come una finale e poi a maggio tireremo le somme”.

E sulla partita di domenica: “Sapevamo che la Vibonese è una squadra che gioca bene a calcio. Abbiamo affrontato questa partita con rispetto per l’avversario, ma questo non significava che ci saremmo difesi per tutta la partita. Noi non abbiamo sofferto più di tanto. Loro hanno fatto tanto giro palla, ma a livello di occasioni create abbiamo fatto meglio. Anche nel primo tempo dove non avevamo fatto benissimo. Nella ripresa siamo stati fortunati”.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 15 novembre 2023 alle 19:10 / Fonte: tiforeggina.it
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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