POTENZA - Dalla rimonta contro il Crotone alla crescita della mentalità del gruppo, passando per Petrungaro, Kirwan e il mercato di gennaio. Il tecnico rossoblù analizza una vittoria che può lasciare il segno, ma invita tutti a mantenere i piedi per terra: «Stiamo costruendo qualcosa che si vede».
Certe vittorie valgono tre punti, altre raccontano qualcosa in più. Quella conquistata dal Potenza contro il Crotone appartiene sicuramente alla seconda categoria. Una rimonta, quattro gol, emozioni in serie e soprattutto la conferma di una squadra che sembra aver trovato nella propria identità e nella forza del gruppo le armi migliori per affrontare un campionato che, giornata dopo giornata, sta regalando ai rossoblù una posizione sempre più prestigiosa.
Nel dopo gara, mister Tisci si presenta in sala stampa con la soddisfazione di chi ha visto i propri ragazzi andare oltre le difficoltà, senza perdere fiducia neppure quando il risultato sembrava prendere una direzione decisamente scomoda.
La definizione di Luna Park Potenza, suggerita da un giornalista per raccontare lo spettacolo offerto al Viviani, sembra calzare perfettamente alla serata. Ma dietro il divertimento e lo spettacolo c'è un allenatore che prova a leggere la partita con lucidità, senza lasciarsi trascinare dall'entusiasmo.
«Non era sofferenza, ma energia»
Il primo aspetto sottolineato da Tisci è la reazione della squadra. Il doppio svantaggio, il rigore fallito e le occasioni non concretizzate avrebbero potuto rappresentare un colpo psicologico difficile da assorbire. Invece, il Potenza ha continuato a giocare, cercando di mantenere la propria identità.
«Percepivo dalla panchina che non era sofferenza, ma c'era un'energia. Soprattutto nel secondo tempo, da parte di tutti, c'è stata una spinta dello stadio e della gente nel continuare a incitare i ragazzi».
Parole che riconoscono anche il contributo del pubblico, capace di accompagnare la squadra proprio nel momento più complicato.
Tisci insiste sulla capacità del gruppo di non arrendersi: «I ragazzi non smettono di sorprendermi e hanno tirato fuori anche quegli attributi che ci vogliono per riuscire a venire a capo di queste partite».
Una rimonta che, al di là del risultato, rappresenta un passaggio significativo nella crescita della squadra.
La vetta non deve diventare un'ossessione
Il primo novembre consegna al Potenza una fotografia particolarmente interessante: rossoblù davanti a tutti e con un vantaggio sulle inseguitrici. Una situazione che inevitabilmente alimenta entusiasmo e aspettative.
Ma Tisci non vuole che il primato diventi un pensiero condizionante.
«Noi non dobbiamo pensare di difendere questo vantaggio o di giocare per difendere il primato, sarebbe un grandissimo errore».
Il concetto è chiaro: non bisogna cambiare atteggiamento perché la classifica è diventata bella. Occorre continuare a lavorare come fatto finora, affrontando ogni partita con la stessa determinazione.
«Stiamo costruendo qualcosa che si vede, che è sotto gli occhi di tutti: una squadra che ha un organico e un gruppo eccezionale, che spinge e che comincia a crescere di mentalità».
È probabilmente questo il passaggio più significativo della conferenza. Perché il tecnico non si limita a celebrare una vittoria spettacolare, ma individua nella maturazione caratteriale il vero patrimonio da consolidare.
Anche il primo tempo, nonostante il risultato negativo, può diventare un'esperienza utile: «Queste partite ti fanno crescere e ti possono servire per il futuro, se vuoi veramente fare un campionato di vertice».
Il Crotone meritava rispetto, non sottovalutazione
Tisci respinge anche l'idea che il Potenza potesse aver sottovalutato l'avversario. La posizione in classifica del Crotone non raccontava interamente il valore della formazione calabrese.
«Quello che avete notato nei miei occhi e nelle mie parole non era preoccupazione, era rispetto».
Il tecnico spiega di aver preparato la partita considerando qualità, giovani interessanti e un'identità tattica ben definita. Il Crotone, infatti, ha saputo mettere in difficoltà i rossoblù soprattutto attraverso la ricerca della profondità e la capacità di trovare il terzo uomo.
Un'analisi che non nasconde le difficoltà incontrate dalla squadra di casa.
Tisci riconosce anche alcuni aspetti da migliorare nella fase difensiva: il modo di giocare del Potenza comporta inevitabilmente dei rischi, soprattutto quando gli avversari riescono ad attaccare lo spazio alle spalle della linea difensiva.
«Noi ci prendiamo dei rischi, lo sappiamo e lo sanno anche i ragazzi. Ma si riprendono sempre con grande coraggio».
Il segreto, secondo l'allenatore, è stato non perdere equilibrio e lucidità nella ricerca della rimonta, evitando di trasformare la voglia di recuperare in frenesia.
Una rosa profonda: il valore delle alternative
Un altro tema importante riguarda la gestione delle energie e la possibilità di cambiare praticamente un'intera formazione senza perdere competitività.
Tisci ricorda di aver sostituito tutti gli undici titolari rispetto alla precedente partita di campionato, sottolineando come questa disponibilità rappresenti un vantaggio considerevole.
«Non credo che mi ricapiterà così tanto di poter cambiare undici giocatori a distanza di pochi giorni. Questo è un grande vantaggio che io, come allenatore, credo di avere insieme al mio staff».
Un concetto che spiega anche alcune scelte effettuate durante la partita con il Crotone.
La sostituzione di Castorani, arrivata poco dopo il suo gol, era stata programmata prima della rete. Tisci non ha voluto modificare il piano soltanto perché il centrocampista aveva appena segnato.
Una scelta di gestione, non una bocciatura.
Anche l'uscita di Iacono è stata dettata da un problema fisico: il giocatore aveva accusato una botta al ginocchio e il tecnico ha preferito non correre rischi, affidandosi alle alternative disponibili.
Tra queste, Stavere, entrato con determinazione e premiato anche dalla soddisfazione personale del gol.
Petrungaro, la fiducia di Tisci e una scommessa vinta
Il capitolo più interessante della conferenza riguarda Luca Petrungaro, protagonista assoluto della serata con una rete di pregevole fattura e un assist di grande qualità.
Sul suo conto, nelle settimane precedenti, si erano rincorse voci di mercato e indiscrezioni relative a un possibile trasferimento al Bari. Tisci, però, racconta di aver lavorato sul giocatore fin dai primi giorni del ritiro.
«Sapevo che dentro di lui c'era un po' di insofferenza, che non era dettata dal voler stare a Potenza o dal voler stare con questo gruppo, semplicemente dal fatto che aveva voglia di essere un pochettino più considerato e di giocarsi le sue chance anche in una posizione di campo diversa».
L'allenatore ha parlato con Petrungaro, gli ha spiegato come avrebbe potuto valorizzare le proprie qualità e gli ha chiesto di continuare a lavorare.
Poi una frase che oggi assume un significato particolare: «Io sono convinto ancora di più oggi che se tu restassi qui noi ci divertiremo».
Tisci non nasconde che la possibilità di perdere il giocatore a gennaio fosse concreta, anche alla luce dell'interesse del Bari. Ma la soddisfazione per le prestazioni dell'attaccante va oltre il singolo episodio.
«Credo che possa ancora crescere, perché ha ancora degli aspetti su cui possiamo lavorare e può migliorare, al di là delle qualità che lui ha».
E sul gol e sull'assist della serata, il tecnico si sofferma soprattutto sulla maturità dimostrata nell'azione che ha portato alla rete: la capacità di scegliere il momento giusto, non avere fretta e mettere a sedere il portiere avversario.
Un'evoluzione che potrebbe rivelarsi preziosa per il prosieguo della stagione.
Kirwan, il temperamento al servizio del gruppo
Tra i giocatori citati durante la conferenza c'è anche Kirwan, apprezzato per qualità, ritmo e temperamento.
Tisci ne riconosce soprattutto la capacità di trasmettere qualcosa in più ai compagni, in particolare ai più giovani, nei momenti in cui la partita richiede personalità.
Ma il tecnico allarga subito il discorso: non esistono protagonisti isolati in una vittoria di questo tipo.
«Tutti quanti si sono trascinati l'un con l'altro per raggiungere un obiettivo, che era quello di portare a casa una vittoria importante».
È proprio questa immagine, più di qualsiasi singola prestazione, a restituire il senso della serata rossoblù.
Il mercato e i rinnovi: segnali per il futuro
In chiusura, Tisci affronta anche il tema del futuro della rosa, soffermandosi sui rinnovi contrattuali che la società sta portando avanti.
«Vedo che stanno andando avanti dei rinnovi, stanno trattando con dei rinnovi. Questo è un segnale importante che la società sta dando a tutti quanti per il futuro».
Un passaggio che testimonia la volontà di dare continuità al lavoro avviato, pur senza anticipare sviluppi o previsioni sul mercato di gennaio.
Un Potenza che può divertirsi, senza perdere la testa
Dalle parole di Tisci emerge un messaggio che va oltre la vittoria sul Crotone. Il Potenza ha dimostrato di possedere qualità tecniche, profondità di organico e, soprattutto, una crescente solidità mentale.
La rimonta del Viviani potrebbe rappresentare uno di quei momenti che segnano il percorso di una stagione. Non necessariamente perché da domani tutto diventerà più facile, ma perché il gruppo ha scoperto di poter superare anche situazioni particolarmente complicate.
Il primato fa piacere, l'entusiasmo della città è comprensibile e il gioco della squadra autorizza qualche legittimo sogno. Ma Tisci conosce bene il rischio di lasciarsi condizionare dai risultati.
La Serie C è un campionato difficile, nel quale ogni partita nasconde insidie e ogni avversario ha bisogno di punti.
Per adesso, però, una certezza c'è: questo Potenza diverte, emoziona e soprattutto non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi.
E se il tecnico invita a non guardare la classifica, ai tifosi resta almeno il diritto di godersi lo spettacolo. Perché, parafrasando la serata del Viviani, il Luna Park rossoblù è aperto. E il divertimento, almeno per ora, non sembra finito.
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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