Il "caso Pugliese" agita l'ambiente dell'AZ Picerno e porta alla luce una questione che va ben oltre le scelte di Claudio De Luca. Al centro della vicenda c'è Samuel Pugliese, centrocampista classe 2004, rimasto fuori dalla gara contro il Cosenza e protagonista, suo malgrado, di un confronto pubblico tra le ragioni della società e le ricostruzioni circolate sul suo conto.
A rendere evidente che dietro l'assenza ci fosse qualcosa di diverso da una normale decisione tecnica è stato lo stesso allenatore rossoblu. Dopo la sconfitta interna per 2-1 contro il Cosenza, il 12 ottobre, De Luca ha risposto senza lasciare spazio a interpretazioni alla domanda sulla mancata presenza del centrocampista: «Non è una scelta tecnica». Una frase breve, ma sufficiente ad alimentare interrogativi sul rapporto tra il giocatore e il club.
Due giorni dopo è arrivata la risposta del direttore generale Vincenzo Greco, intervenuto alla trasmissione Lunedì RossoBlu per respingere le accuse e chiarire la posizione della società.

La questione del contratto
Per comprendere la vicenda bisogna partire da un dato ufficiale. Il 3 luglio 2025 il Picerno aveva annunciato l'ingaggio di Pugliese, comunicando la firma di un contratto fino al 30 giugno 2027. Il club lo aveva presentato come un centrocampista dinamico, dotato di visione di gioco e margini di crescita, confermando anche attraverso le parole di Greco e del responsabile dell'area tecnica Roberto Franzese la fiducia nel suo potenziale.
Pugliese arrivava da una stagione positiva e, secondo quanto ricordato successivamente dallo stesso Greco, aveva realizzato sette gol nella precedente annata sportiva. Un rendimento che aveva attirato l'attenzione di altre società.
Il nodo attuale riguarda il possibile prolungamento del contratto. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa sportiva, le parti non avrebbero trovato un'intesa sulle condizioni del nuovo accordo. Da qui l'ipotesi che la mancata disponibilità del giocatore a raggiungere un'intesa avrebbe inciso sulla sua esclusione.

La replica di Greco: «La proposta è congrua»
Il direttore generale ha scelto una linea netta, contestando l'idea che la società abbia agito per punire il centrocampista a causa del mancato accordo. «Noi abbiamo fatto una proposta di prolungamento assolutamente congrua e in linea con i nostri parametri», ha dichiarato Greco.
Il dirigente ha poi alzato il tono della replica: «Se dall'altra parte si pensava di poter tirare la corda all'infinito o di fare speculazioni sulla pelle del Picerno, hanno sbagliato di grosso i loro calcoli».
Infine, la frase destinata a diventare il simbolo della vicenda: «Se c'è qualcuno che vuole mungere la vacca, io questo non glielo permetto».
Parole che esprimono una posizione precisa. Per Greco, il Picerno non deve essere messo nella condizione di subire pressioni durante una trattativa contrattuale. La società ritiene di aver formulato una proposta adeguata ai propri parametri e rivendica il diritto di decidere come gestire la rosa anche sulla base delle prospettive future dei singoli calciatori.
Il direttore generale ha inoltre spiegato di aver chiesto all'allenatore di valutare altri giocatori. Un passaggio significativo, perché collega la questione contrattuale alle scelte sportive: se un accordo non viene raggiunto, il club intende tutelarsi costruendo alternative e dando spazio ad altri elementi.

Perché il caso è diventato pubblico
Il passaggio decisivo è stato l'intervento di De Luca nel post-partita di Picerno-Cosenza. Dire che l'assenza di un giocatore non dipende da una scelta tecnica significa, inevitabilmente, alimentare domande sulle ragioni della sua mancata convocazione o del suo mancato impiego.
L'allenatore non ha fornito in quella risposta una spiegazione completa della vicenda, ma ha escluso una motivazione puramente tecnico-tattica. Successivamente Greco ha preso la parola per difendere la linea societaria e contestare la lettura di una presunta esclusione punitiva legata al rinnovo.
La sequenza degli avvenimenti è importante: prima l'assenza e la dichiarazione dell'allenatore, poi le ricostruzioni sulla trattativa e infine la replica pubblica del dirigente. È questa successione ad aver trasformato una questione interna in un caso di interesse sportivo.
C'è anche un aspetto comunicativo da considerare. Una vicenda contrattuale che normalmente potrebbe rimanere riservata è finita al centro del dibattito pubblico, con espressioni molto dure.

Il punto: la società può tutelarsi, ma il caso resta aperto
Dal punto di vista sportivo, il Picerno punta legittimamente a tutelare i propri equilibri economici e contrattuali, così come ogni club valuta le condizioni più in linea con il proprio progetto. Al tempo stesso, è comprensibile che un calciatore analizzi con attenzione il proprio futuro professionale e le proposte sul tavolo. Il fatto che una trattativa non si chiuda subito rientra nelle normali dinamiche del calcio professionistico. La situazione diventa tuttavia più complessa quando queste distanze si riflettono sulla gestione tecnica del giocatore, alimentando inevitabilmente dubbi e discussioni attorno all'argomento e resta 'interrogativo di fondo: l'esclusione di Pugliese rappresenta solo una parentesi in attesa di sviluppi o è il segnale di una distanza più profonda? Per il bene del Picerno l'augurio è che questo "caso" si sgonfi al più presto.

Sezione: Qui Picerno / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 22:15 / Fonte: La Casa di C, Contropiede
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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