No, non è possibile, non è tollerabile che il sacrificio di una NUOVA Società con un NUOVO Gruppo dirigente venga mortificato e penalizzato da una norma che è quantomeno anacronistica. Non è concepibile che a pagare sia Chi non c’entra nulla con eventuali “mancanze” compiute in anni antecedenti alla NUOVA gestione. Già il fatto di aver dovuto pagare, transando, per un ricorso prodotto quando il Potenza era ancora nel campionato di Eccellenza regionale è qualcosa di abnorme e ingiusto, anche se purtroppo le norme sono chiare e i ritardi sono anche previsti. Questa NUOVA tegola può stroncare la voglia di chi vuole fare calcio cercando di far rinascere una sana passione in una città dormiente per molti aspetti e non tiene conto dei sacrifici nei quali si dibattono gran parte delle società di serie D. E’ vero “dura lex, sed lex “, ma è altrettanto certo che utilizzare un po’ di equilibrio nell’amministrare le norme dovrebbe essere un atto di ragionevolezza, sacrosanto e legittimo. Sarebbe equo che la responsabilità de processo sportivo venga limitata nel tempo di gestione e non in maniera perenne e futuristica.  Nel fatto specifico considerato che il ricorso prodotto dal medico di Tolve e dai soci della Asd era rivolto verisimilmente alla gestione di Notaristefani e non alla Società Potenza Calcio, dovrebbe essere previsto che un eventuale ritiro dell’esposto possa far ritenere chiusa la pratica. Senza sviluppi e penalizzazioni! Le lungaggini ed i ritardi della Procura Federale, considerato che si parla di avvenimenti dello scorso primo Giugno ( 6 mesi fa!) quando vi era una Presidenze ed una Dirigenza non più “in sella”, non devono ricadere sulla NUOVA Società. Si era voltato pagina, ma “il vento” l’ha rigirata!

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 28 novembre 2015 alle 14:11 / Fonte: ILQUOTIDIANODELSUD di Sab. 28.11.2015
Autore: Giuseppe Rita
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