Il Lecco domenica ha subito l’ennesima sconfitta della sua stagione, perdendo 0-1 contro il Palermo e l’addio alla Serie B si sta materializzando sempre di più. Ma il protagonista della giornata a Lecco è il patron Di Nunno che, in polemica coi tifosi, si è scagliato direttamente contro la tifoseria lecchese senza filtri. Anzi, lo ha fatto non ai microfoni di una televisione, ma tramite un megafono direttamente allo stadio.

Il Patron Di Nunno ha preso in mano un megafono e dopo il lancio di qualche bomba ha intimato alla curva della formazione bluceleste di smettere con questo tipo di proteste. Megafono alla mano il presidente, noto per non avere peli sulla lingua, ha contestato la curva: “Fate tanto ridere. Avevamo una squadra al fallimento. In tribunale l’ho presa. Ora siete in B. Voi meritate la Terza Categoria”. Frasi che non sono andate giù ai gruppi organizzati del Lecco che avevano già emesso alcuni comunicati di contestazione nel fine settimana.Per tutta risposta la tifoseria più calda della formazione lombarda subissato di fischi Di Nunno che ha risposto in maniera ancora più dura: “Fischiate, fischiate, che domani vi vedete la squadra pagata da voi“. Una brutta pagina per la stagione del Lecco che fa seguito all’incredibile sequenza di eventi della settimana iniziati col quasi esonero di Aglietti, il mancato ritorno di Foschi e l’arrivo del DS Fracchiolla. Durante la gara, peraltro, in curva i tifosi avevano esposto uno striscione che recitava: “Non siamo a Zelig. Lecco merita rispetto”.

Di Nunno, già arrivato alla ribalta per una particolare invasione di campo nello scorso campionato di Serie C, si è così poi espresso senza colpo ferire sull'ultimo ko patito contro i rosanero di Corini: "Il risultato è ingiusto, abbiamo preso un gol con un tiro. Mi aspettavo un gran Palermo, ma i rosanero non hanno dominato. La reazione della mia squadra c’è stata, ma senza fare gol siamo destinati a retrocedere. I nostri avversari hanno sfoggiato anche un grande portiere, i nostri sono da Serie D. Del risultato mi interessa poco perché ormai siamo condannati a retrocedere. Piuttosto mi preoccupa altro". 

Ma cosa preoccupa Di Nunno? Così il vulcanivo patron si è espresso sul finale di campionato che attende la squadra: "Ancora oggi nel calcio si vendono e si truccano le partite, ho paura di movimenti strani da parte dei nostri tesserati. Spero che mettano il telefono sotto controllo a tutti". Ma perché ho deciso di parlare quest'oggi? La risposta è netta: "Il mio gesto nasce dal fatto che sono stanco di pagare ammende per certi comportamenti. Le mie erano parole solo per sensibilizzare il pubblico a tenere una condotta corretta. Invece sono stato aggredito e sono dovuto uscire scortato. Poi dopo ho ricevuto le scuse di chi mi ha aggredito, ma questo conta poco. Sarò del Lecco fino a fine anno, poi andrò via".

Dura la replica dei calciatori e dei tecnici tesserati per il Lecco che attraverso un comunicato diffuso dall'Assocalciatori hanno espresso: "Il proprio sconcerto per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Paolo Leonardo Di Nunno dopo la partita disputata nella giornata di ieri".

Nella nota, nel dettaglio, i tesserati del Lecco hanno puntualizzato: "Le affermazioni riguardanti un presunto coinvolgimento dei tesserati in condotte illecite sono semplicemente diffamatorie. Nessuno deve o dovrà mai mettere in dubbio il nostro impegno sul campo, la nostra lealtà e la nostra trasparenza. Respingiamo dunque fermamente le illazioni del presidente, lesive della nostra reputazione, parole che gettano discredito sul lavoro svolto da ogni singolo membro della squadra e sull'immagine del nostro club nel suo complesso. Il nostro gruppo è unito e determinato per continuare, con il massimo impegno, a inseguire una salvezza che a molti sembra impossibile e per difendere l'onore della nostra squadra, della nostra città  e dei nostri tifosi, certi di poter sempre onorare sul campo la maglia che indossiamo fino all'ultimo minuto".

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 11 marzo 2024 alle 19:11 / Fonte: Tuttosport.it
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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