Mai sprofondati così in basso e non parlo tanto della classifica quanto di una realtà che ci vede agli ultimissimi posti di una virtuale classifica nazionale. Inutile piangersi addosso, il vittimismo non ha mai pagato, ne ha risuscitato i morti, ne ha scaraventato sodalizi più o meno con il blasone ( te lo friggi) nobile in stage migliori, meno coatti.

Non sappiamo se all’ultima brutta figura, quella maturata in un paesino di 6015 abitanti secondo i dati Istat del 2014, ne seguiranno altre, certo è che si è toccato il fondo e per quanto la mia linfa ha la tendenza all’ottimismo, ho l’impressione che non sarà l’ultima in ordine di apparizione. Quattro conti giusto per rinfrescarci la memoria, otto gol subiti, due realizzati, due anzi tre quasi gol che però non fanno testo, una squadra dove sembra viva l’allegra spensieratezza di quei ragazzi che per la prima volta si ritrovano in un collegio e per la prima volta tirano tutti insieme quattro calci al pallone.

Ma si, ironizziamo, altrimenti ci sarebbe da piangere. La colpa? Mai la nostra sempre degli altri, questo è risaputo, questo è Bibbia, e se Potenza vive un momento anzi due momenti o meglio plurimomenti di delirio collettivo in fatto di traffico, di occupazione e di sport, la colpa è sempre degli altri mai la nostra. E, sentiremo ancora una volta e chissà per quanto tempo ancora, i soliti menestrelli, intonare il solito inno, copia e fotocopia del solito pentagramma: <>, mai dove vogliamo andare, dove gli altri hanno intenzione di andare.

Perché noi siamo sempre dalla parte della ragione, mai da quella del torto, noi siamo la via e la verità, gli altri uomini ambigui venuti per chissà quale motivo, dalle lontane terre campane a cercare gloria per alcuni, loschi affari per altri. Mai nessuno di questi menestrelli da 4 + 4 di Nora Orlandi a cantarsi un mea culpa a dire ma forse in qualcosa ho sbagliato anche io. Ci risiamo, la depressione prende anzi riprende il sopravvento e la prossima vedrà il Viviani disertato o quasi. Ma noi invece non ci arrendiamo, chi se ne fotte della sconfitta di Picerno o del poker di Bisceglie, noi ancora ci crediamo e lo scriviamo a caratteri cubitali. Boia chi molla diceva qualcuno e mai frase fu più azzeccata.

Però, esiste sempre un però in ogni circostanza, caro Agovino con tutto il rispetto, ma a questa squadra manca l’anima, cioè manca proprio una logica, cioè detta fra di noi non si capisce una mazza. Se i giocatori ci sono, lasci stare per piacere gli under e gli over per carità, se alcuni di questi sembrano avere significative potenzialità bhe allora quando l’oste vende il vino fa quadrare i conti, magari lui ne beve poco ma buono, ai clienti vende quello annacquato a base di H2O, ma a fine giornata sul libretto i conti gli devono tornare sempre e comunque, a meno che il vino gli ha dato alla testa, e questo non ci sembra il suo caso. A presto.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 18 settembre 2015 alle 10:19 / Fonte: Francesco Laregina per Basilicatasport.it
Autore: Redazione TuttoPotenza
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