Non mi esalta più di tanto la vittoria in terra Pugliese, come non mi sono depresso dopo la sberla del Viviani dell’altra domenica, ma alla mia età c’è bisogno di certezze, non è più il tempo delle illusioni, la matematica anche se per quanto mi riguarda è disciplina antipaticissima perché la reputo un strana, asettica creatura, è in grado di fotografare la realtà, cooptarla e incollarla nel libro mastro della vita.

Quella realtà che sfuggiva, non c’è nulla di male sia chiaro, tanto ai detrattori quanto ai più convinti sostenitori della bontà di questo Potenza. E’ vero le ripetute e continue umiliazioni di inizio torneo, avevano fatto propendere alla stragrande maggioranza per il pollice inverso, non trovavi, se non raramente, un sostenitore di questo giocattolo, qualcuno però aveva visto giusto devo riconoscerlo. Proprio al Viviani nell’ultimo, storico e triste poverissimo un mio vicino di posto continuava a sostenere di credere in questa squadra o almeno in parte di essa.

Ora mi viene alla mente la frase o meglio un vecchio adagio di un fabbro: <>, mai frase più vera, più adatta proprio a questa circostanza. Ad Agovino, al quale voglio un gran bene, auguro mille fortune, magari di riprendersi al più presto da questa sorta di trauma, ma egli stesso si sarà convinto che fra allenatore e squadra non c’è mai stato feeling. Confusione, irritazioni, nervosismi, è stato il trinomio dominante delle prime giornate. Non sto ad elencare gli errori del tecnico e ne ho desidero di buttargli la croce addosso indicandolo come unico e solo responsabile di quel piccolo-grande fallimento, ma non scopro di certo io che ruoli, posizioni, tendenze erano sbagliate, fuori da ogni grazia di Dio.

Sia chiaro non è solo Agovino ad avere responsabilità su questa parentesi, la società non può tirarsi indietro ne sentirsi assolta, un giudice direbbe che un fallimento è la diretta conseguenza di cattiva organizzazione (società) di pessima gestione (allenatore). Bisogna imparare, non so quando matureremo definitivamente questo concetto, che in una organizzazione debba parlare una sola persona, debba decidere un solo tecnico, debba dirigere un solo maestro.

La confusione, le voci di corridoio, il sussurrare il contrario del contrario di tutto, porta a momenti di enorme sbandamento in tutte le componenti, tifosi compresi. Da domenica scorsa però sembra si sia voltato pagina, anche e non avessimo vinto sia ben chiaro. Il Potenza si appresta a disputare una partita al Viviani che sarà una specie di prova del nove delle chiacchiere uscite da questa pagina, torno a puntare sul Potenza, torno a crederci, ma in verità non avevo mai smesso di farlo, chiedere in giro per avere conferma. Felicità a tutti.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 29 settembre 2015 alle 18:32 / Fonte: Franscesco La Regina per Basilicata Sport.it
Autore: Redazione TuttoPotenza
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