Scene che non si vedevano da un pezzo. Scene anche extralarge per una comunque importante vittoria ottenuta di misura contro Brindisi arrivata in maniera thriller per via di quel rigore fallito dal pugliese Croce nel  recupero del recupero di una partita bellissima da evitare ai deboli di cuore. Il clima alla fine della partita sembrava quello di un trionfo in qualche finale, con una Coppa da sollevare al cielo, oppure di una promozione in categoria superiore. Niente di tutto ciò ma il Potenza dopo tutto quello che ha passato negli anni scorsi vuole godersi la festa e soprattutto la quarta vittoria consecutiva arrivata contro una big del girone.
C'è innanzitutto la voglia di divertirsi e di gustare belle emozioni, che negli ultimi anni sono state inibite da risultati deludenti e fallimenti societari e tecnici. C'è la sorpresa per un campionato che tutti temevano troppo complicato, anche a causa dell'eliminazione della vecchia C2 che ha reso il raggruppamento H tutto meno che un campionato dilettanti, e che si sta rivelando una miniera di soddisfazioni. C'è l'atteggiamento della squadra, che non propone il calcio champagne ma non molla un pallone, lotta dall'inizio alla fine, combatte virilmente e dà sempre la sensazione di gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Per troppo tempo il pubblico ha dovuto ingoiare bocconi amari ma adesso tutto pare essere cambiato con i tifosi che si sono ricompattati facendo sentire la propria voce in maniera imponente.
Adesso il vento pare essere cambiato e chi sta seduto sui gradoni dello stadio è ben disposto verso ciò che vede sul campo: se può, applaude una volta di più e fischia una volta di meno. Giustifica e non biasima, apprezza e non borbotta. E' chiaro che i risultati sono un balsamo speciale e che, se mai dovesse arrivare un periodo nero, commenti e atteggiamenti cambierebbero. Ma il clima che è stato ricostruito è fertile e può produrre frutti dal buon sapore.
L'eccellenza lucana  è un mondo lontano come sembrano esserlo quei polverosi campi di paese in cui il Potenza era costretto a giocare per risorgere, e adesso, si saranno convinti che il gioco valeva la candela ed in questo caso va ringraziato anche il dottor Grignetti che ha creduto e voluto la risalita Poi c'è la squadra, compatta e monolitica come se la rosa fosse stata cementata negli anni e non in pochi mesi. E poi indubbiamente c'è mister Giacomarro, il quale ha riattizzato il fuoco sotto la cenere, ha fatto lo spavaldo quando sembrava un rischio grosso così, ha dilatato il tenore di certe analisi, alzando i toni con l'obiettivo di scuotere dal torpore un ambiente ripiegato su se stesso. E c'è riuscito senza ombra di dubbio. Al di là dell'aspetto tecnico, che pure conta, c'è un aspetto emotivo ed emozionale che in questo momento è la vera benzina per il motore rosso-blù.
il giubilo di fine match e la contentezza del popolo segnano forse la fine degli incubi perchè la luce si è tornata a vedere e poco conta se arriveranno i play off o se questo roaster chiuderà in maniera normale la cartolina del Potenza di ogg se,bra essere bella,colorata e griffata ed affrancata dlla parata di patania sul penalty di Croce i. Ed è anche il tesoretto su cui investire per il futuro, provando finalmente a dare a questa società un domani più sicuro e più razionale.Infine va rimarcato il fatto che il Brindisi a Potenza ha giocato una signora partita condita da bel gioco e sagacia tattica ma come direbbero Rocco e Trapattoni maestri del "catenaccio" meglio vincere cento partite giocando male che perderne cento giocando bene. (Aleggia)
 

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 14 ottobre 2014 alle 20:16
Autore: Redazione TuttoPotenza
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