Il mondo del calcio italiano sta vivendo un momento delicato. Ma può anche essere l'occasione giusta per mettere mano a quelle riforme ormai non più procrastinabili. Lo sa bene il presidente Gabriele Gravina e pare che in FIGC, come anticipato dal quotidiano Il Giornale e come riporta TuttoC.com, si stia discutendo di una riforma che coinvolgerebbe in particolare la Serie C.

L'obiettivo primario è ridurre le squadre professionistiche da 100 a 60 e reintrodurre il semiprofessionismo, spesso richiamato negli ultimi mesi anche dal presidente Ghirelli.

Il calcio italiano potrebbe quindi venire ristrutturato così: Serie A, B e C con venti squadre per ciascuna categoria; quindi la creazione di una serie intermedia tra la C e la Serie D, che manterrebbe i nove gironi. Si tratterebbe di una Serie C2 che godrebbe appunto dello status del semiprofessionismo e potrebbe essere format da due gironi da 18 o 20 squadre. 

Nel 2014, quando si chiuse l'esperienza di Prima e Seconda Divisione e si passo alla Lega Pro Unica, le partecipanti complessive dei quattro tornei di Lega Pro erano 69 (ma sarebbero dovute essere 72, in Prima Divisione restarono tre posti vacanti). Si tratterebbe quindi di una riforma che razionalizzerebbe sensibilmente il numero di club partecipanti a quelle che una volta erano C1 e C2.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 17:45 / Fonte: Il Giornale - TuttoC.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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