Se io vi chiedessi di dirmi un nome che rappresenta il prototipo del bomber italiano anni 70’ probabilmente mi sparereste senza troppi pensieri i nomi della classicità: Gigi Riva, Boninsegna e forse “Long John” Chinaglia. I Grandissimi.

Bene,la faccenda ora si complica. Qualche giorno fa, spulciando qualche vecchia rubrica di calcio francese, alla voce “marcatori più prolifici di Ligue 1” mi sono imbattuto ovviamente nei nomi che tutti conosciamo; da Monsieur Jean-Pierre Papin  passando per il mito Just Fontaine, fino ad arrivare ai piedi di sua maestà Michelle Platini, ma nessuno di questi al numero 1. In vetta alla classifica all time del campionato transalpino, con 299 reti, con una spaventosa media gol di 0,67 a partita e con un distacco letteralmente siderale da ogni altro atleta, mi sono ritrovato sotto l’insegna della bandiera argentina tale Delio Onnis, 5 volte capocannoniere del campionato transalpino.Un oriundo, uno dei milioni di argentini con avi italiani.Ho pensato fosse una storia già vista.Cercando informazioni sul personaggio però, è emersa un storia del tutto diversa. Delio Onnis,infatti  è nato a Giugliano di Roma il 24 marzo 1948, ma i suoi genitori sono di Nurallao, ovvero la provincia di Cagliari e sono arrivati nel Lazio per cercare lavoro.Le macerie dell’inferno della guerra mondiale però lasciano poche speranze alla famiglia Onnis, che ancora una volta fa le valigie e parte per l’Argentina a cercare fortuna e per Delio comincia la scalata al calcio professionistico.Inizia a giocare tardi,dopo aver ottenuto la cittadinanza argentina. Ha circa 16 anni quando entra nella cantera del club de Almagro e fino al 1967 si farà conoscere per quei grappoli di gol, tutti marchiati di potenza e scaltrezza. Non brillerà mai per la finezza del tocco, ma quel corpo è scolpito per fare male ad ogni portiere, 180cm per 80 negli anni 60’sono devastanti come  il fisico di Ibrahimovic è oggi per qualsiasi forma di vita. In argentina per tutti è “el tano”, “l’italiano” e brillando con la maglia del Gimnasia de la plata al pari di stelle del calibro di Mario Kempes e Carlos Bianchi, arriva l’occasione di tornare in Europa.

Lo Stade de Reims cerca il sostituto del mitologico Kopa, ed il nostro Delio, sbarca nella Francia sconvolta dalla morte di Jim Morrison nell’estate del 1971 e subito si presenta a suon di gol.69 partite, 39 reti in due stagioni, e il Principato di Monaco si accorge di lui. Acquistato per appagare le ambizioni del principe Ranieri nel giugno del 1973, Onnis regalerà alla compagine monegasca 7 anni di marcature costanti,due volte capocannoniere, un campionato francese nel 1978 e una coppa di Francia nel 1980 ovvero l’anno del suo saluto ai biancorossi.232 incontri ufficiali e 157 reti sotto gli occhi di Grace Kelly (non male come incentivo motivazionale) e il trasferimento  nella meravigliosa Tours, il gioiello della Loira e patrimonio dell’umanità per l’Unesco.Considerato ormai in declino, vince ancora la classifica marcatori nel 1981 e si ripete l’anno successivo, mentre la nazionale di Bearzot alza la coppa del Mondo a Madrid.Già la nazionale, possibile che un realizzatore,numeri alla mano, della portata di un Piola non veda mai la maglia della nazionale azzurra? Be, i motivi sono tanti. Innanzi tutto le TV satellitari non esistevano, in secondo luogo esistevano le frontiere, quelle vere, e poi c’erano Riva,Bettega e Paolo Rossi. in quegli anni come già citato la nazionale poteva contare su una delle migliori generazioni della storia e farne parte sarebbe stato duro per chiunque. Probabilmente lo staff azzurro non sapevaneanche esistesse Delio Onnis. Tantomeno l’Argentina, la sua seconda patria non lo terrà mai in considerazione: “ El flaco”Menotti gli preferirà sempre la coppia formata da Kempes e Luque…che peccato. Concluderà la carriera con la maglia del Tolone, vincendo per la quinta volta il titolo di capocannoniere  e intraprendendo la carriera di allenatore prima e dirigente poi tra Tolone e il Monaco.

Una curiosità,nel Nurallao, per anni nella prima categoria sarda, gli Onnis non sono mai mancati, tanti nipoti e parenti lontani, ma mai nessuno come il grande “el tano” Delio Onnis.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 15 aprile 2015 alle 09:04 / Fonte: highburyway.wordpress.com
Autore: Redazione TuttoPotenza
vedi letture