L’esaltante stagione calcistica del Potenza si è chiusa a Taranto in uno Jacovone che da anni ormai è diventato un vero e proprio tabù per i lucani che lo espugnarono l’ultima volta proprio sotto la guida tecnica di Giacomarro ai tempi dell’Asc. In terra jonica il Potenza ha lottato e stretto i denti sperando in un episodio positivo che potesse cambiare le carte in tavola e quando questo è arrivato, col tarantino Marino espulso, sono stati i leoni a non riuscire a ruggire in 11 uomini contro 10. Il Potenza non è riuscito a fare gol nè prima nè durante e nè dopo e cioè sullo 0-0, sull’1-0 e sul 2-0 e molto probabilmente come accade in ogni gara stregata che si rispetti mai i rosso-blù sarebbero riusciti a bucare Mirarco e vuoi per la traversa di Di Senso o per le palle-gol sbagliate ad un metro dalla porta che Giacomarro e i suoi ragazzi se ne sono tornati a casa con le pive nel sacco. Parlare ancora di arbitraggi poco decenti lascia il tempo che trova ed è inutile attaccarsi sempre alle giacchette nera dato che la verità è che il Taranto ha giocato con un uomo in meno ma nessuno se ne è accorto. Infatti i rossoblù lucani fisicamente non sono sembrati al top e qualche atleta in campo ha passeggiato mentre ad esempio dall’altro lato Ciarcià del Taranto giocava una gara da dieci e lode mangiandosi a tratti da solo l’intero centrocampo potentino. Ma adesso è il tempo del rompete le righe ed è anche il tempo dei ringraziamenti perchè Domenico Giacomarro ed i suoi calciatori hanno giocato un anno di straordinario calcio riuscendo a far vivere a tutti i cuori rosso-blù emozioni e gioie ormai sopite. Le partite di Andria e di Cava per cuore e gioco rimarranno nella storia recente di questo club come anche le rimonte che il Potenza ha fatto in una decina di match mettendoci la grinta e la determinazione di sbranare l’avversario che solo un vero leone ha nel suo dna. Ad inizio stagione nessuno si aspettva una squadra così e Giacomarro, come un sarto, ha cucito un 3-5-2 che i suoi giocatori hanno saputo indossare e portare con stile e classe nell’infernale girone H. In queste categorie è difficile vedere gioco e quindi chapeau a Giacomarro che con il lavoro e l’umiltà, sua e del suo staff, hanno saputo far tornare a sorridere Potenza ed il Potenza dopo anni di oblio e calcio ingiusto per una piazza che ha tanto sofferto negli ultimi anni, e che con la tifoseria che si ritrova come minimo potrebbe fare la Lega Pro. Taranto è stato solo un passaggio a vuoto in una stagione da mettere in cornice e da ricordare ed anche se non sono state tutte rose e fiori noi siamo certi che quest’anno Potenza ha potuto godere di undici leoni.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 26 maggio 2015 alle 13:32 / Fonte: Arturo Scarpaleggia, La Nuova del Sud.
Autore: Manuel Scalese
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