POTENZA - La situazione in seno al Potenza si fa sempre più ingarbugliata. Mentre la squadra allenata da Giacomarro continua ad allenarsi in vista della gara di Manfredonia ecco che continuano le grandi manovre intorno al sodalizio di Viale Marconi che è al centro di una vera partita a scacchi a livello societario. Dopo l’uscita allo scoperto di Michele Cannizzaro ecco che anche un altro storico dirigente del leone rampante si affaccia sul proscenio Potenza e stiamo parlando di Geny D’Onofrio. D’Onofrio nelle scorse ore ha incontrato Cannizzaro con la benezione di Giacomarro e i due pare abbiano gettato le basi per un futuro programma calcistico. In merito non sappi mo cosa ne pensano Giovanni Ferrara ma soprattutto l’attuale reggente del club Noatristefani è quello che rivendica il club, Grignettie resta il fatto che ci troviamo di fronte ad una vera e propria guerra fredda. D’Onofrio per quanto riguarda il suo ennesimo ritorno nel calcio potentino si avvarrà della collaborazione di alcuni suoi amici come Angelo Rosella. Sempre parlando delle future linee programmatiche ecco il pensiero dell’imprenditore Nicola Becce da sempre vicino alle sorti dei rossoblù che ha in mente un’idea su come poter uscire da questo impasse. “Volevo chiarire che la mia famiglia, ed in particolare mio figlio, abbiamo concluso la nostra esperienza a Picerno dove comunque con altri dirigenti abbiamo portato in D il roaster di mister De Pascale. Per quanto riguarda il Potenza ho gia parlato con Grignetti, Ferrara e Notaristefani e ho proposto loro un tavolo, una linea programmatica della durata di tre anni con un capitale sociale di 200.000 euro con quote in vendita a 50 euro l’uno ed il minimo di spesa dovrà riguardare 200 quote.Chiamiamo in causa 20 soci e mio fi- glio Domenico ci sarà con il suo contributo. Dobbiamo arrivare in Lega Pro nel minor tempo possibile. Il calcio deve essere aggregativo ed anche se Potenza è una citta particolare con un pochino di impegno si puo fare bene. Sento par- lare tanto di Viviani e della sua delocalizzazione ma invece il catino cittadino non deve muoversi dalla sua attuale posizione ed anzi il comune lo deve dare in gestione perchè questa struttura deve fruttare.Profit e no profit insime nel senso che il Viviani deve portare soldi nelle casse comunali ma nello stesso tempo rifacendosi il trucco dovrà essere fruibile da quante più persone possibili”. “Le idee da sviluppare ci sono- riprende Becce - mettiamoci tutti intorno ad un tavolo e parliamone. Si darebbe un grande segnale alla città, alla piazza e ai tifosi. Ferrara, Grignetti e Notaristefani mi sono sembrati aperti a questa cosa e quindi diamoci una mossa e partiamo per fare grande il Potenza”   

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 23 aprile 2015 alle 12:36 / Fonte: Arturo Scarpaleggia - La Nuova Del Sud
Autore: Redazione TuttoPotenza
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