La Cavese cade al Viviani contro il Potenza, al termine di una gara che ha visto la formazione campana rimontare uno svantaggio di due reti prima di arrendersi nuovamente nel finale. Il 4-2 del Potenza sui blufoncè lascia amarezza a mister Cristiano Masitto, soprattutto per il modo in cui sono maturati i gol subiti. Il tecnico, intervenuto in sala stampa al termine della partita, ha sottolineato più volte un aspetto che sta condizionando l'avvio di stagione della formazione metelliana: la squadra concede troppo su situazioni evitabili, in particolare sui calci piazzati. «Ci siamo trovati sotto 2-0 senza nemmeno subire – ha spiegato Masitto – e quando ci sono questi periodi bisogna starci dentro e cercare di uscirne il prima possibile tutti quanti insieme. Mi dispiace perché i ragazzi non meritavano questa sconfitta».

Cavese, troppi gol concessi: «Regaliamo troppe situazioni»
Il principale tema affrontato dal tecnico è quello della fase difensiva. La Cavese ha trovato la forza di reagire dopo il doppio svantaggio, riportando il risultato sul 2-2, ma ha poi nuovamente concesso al Potenza la possibilità di colpire.
«Dobbiamo lavorare in maniera diversa e crescere con più velocità, perché regaliamo troppe situazioni. Non basta più la prestazione, bisogna essere più concreti, diversi, più affamati e più sporchi». Masitto non individua il problema nel sistema di gioco o nell'atteggiamento tattico della squadra. «Non è una questione di blocco basso. Avevamo preparato la partita con due gambe importanti davanti e abbiamo avuto tante situazioni da due contro due, proprio come avevamo preparato». Il problema, secondo l'allenatore della Cavese, è soprattutto nella capacità di leggere e gestire determinati episodi.
«Sul fatto di prendere troppi gol facili ha ragione: è proprio quello che ci sta danneggiando. Li prendiamo troppo facilmente e spesso su palla inattiva. Anche stasera, sul 2-2, una punizione dalla trequarti, palla dentro e gol troppo facile».

La rimonta non basta: «Dobbiamo essere più cattivi»
Il passaggio dal 2-0 al 2-2 rappresenta comunque un elemento positivo per Masitto. La squadra ha dimostrato di avere la capacità di reagire, ma non ancora quella continuità necessaria per portare a casa il risultato. «Altrimenti la squadra non recupererebbe due gol, non farebbe il secondo tempo che ha fatto contro il Sorrento e non lavorerebbe a Salerno in quella maniera, recuperando la partita».
Il tecnico difende quindi il gruppo, pur chiedendo un cambio di mentalità nei momenti decisivi.
«Mi dispiace per i ragazzi perché ce la stanno mettendo tutta. Però analizziamo spesso i gol degli altri. Stasera sul primo gol c'è stato un retropassaggio e non abbiamo visto l'attaccante. Sul secondo eravamo tre contro tre, addirittura quattro contro tre, e potevamo perlomeno tirare in porta. Lasciamo la palla lì, ripartono e prendiamo il 2-0». Poi la nuova rimonta e l'episodio che ha riportato avanti il Potenza: «Dopo facciamo il 2-2, sempre con gli stessi giocatori e lo stesso allenatore. Poi basta un fallo dalla trequarti, una punizione. È lì che dobbiamo lavorare, perché in questo momento siamo poco cattivi su queste situazioni».

Potenza-Cavese, la spiegazione sul cambio di posizione di Mannucci
Durante la partita Masitto ha modificato anche l'assetto difensivo, spostando Mannucci e adattando gli uomini a disposizione. Il tecnico ha spiegato che la scelta è stata determinata anche dalle condizioni fisiche di Fiordaliso. «Fiordaliso ha avuto un problemino. Stavamo lavorando con i tre difensori centrali e in costruzione diventavamo a quattro. Per caratteristiche Mannucci era quello che poteva eventualmente sostituire Fiordaliso, diventando prima braccetto di destra e poi terzino destro». Una soluzione che, secondo Masitto, aveva comunque prodotto una buona reazione della squadra.
«Stavamo recuperando bene la partita. I ragazzi, durante il cooling break e quando Fiordaliso ha chiesto il cambio, hanno detto: "Sì mister, continuiamo così". Questa è una cosa che ci è piaciuta».
Sul terzo gol del Potenza, però, resta il rammarico per l'episodio che ha portato alla punizione. «L'errore di Peretti poteva non farlo, però ha fatto un fallo da trequarti. Dopodiché non bisogna prendere gol su punizioni troppo facili».

«La Cavese non si è smarrita»
A chi gli chiedeva se la Cavese vista nelle prime giornate si sia smarrita dopo il derby, Masitto risponde con decisione.
«No, non è smarrita. Però ci sono dei momenti della partita dove probabilmente usciamo un pochino fuori, soprattutto sulle situazioni di palla inattiva».
Il tecnico ricorda anche le prestazioni offerte nelle precedenti partite per sottolineare come il problema non sia, a suo giudizio, la qualità complessiva del gruppo. «La squadra ha dimostrato di saper reagire. Ci sono però momenti nei quali regaliamo gol e questo lo stiamo pagando».
Particolarmente significativo il dato sottolineato dallo stesso allenatore: «Credo che sia il sesto o settimo gol che subiamo da palla inattiva. È incredibile».

La mentalità della scorsa stagione e il problema delle palle inattive
Un'altra domanda ha riguardato il confronto con la Cavese della parte finale della scorsa stagione, quando la squadra aveva costruito la propria salvezza anche attraverso una maggiore solidità difensiva. Masitto non parla di una perdita di mentalità, ma di caratteristiche differenti rispetto al gruppo precedente. «La mentalità c'è e l'ossatura c'è. Poi c'è anche un altro gruppo, con altre caratteristiche, e quindi queste caratteristiche vanno messe in gioco». 
Il tecnico torna quindi sul tema delle palle inattive. «Per non voler prendere il gol bisogna avere la mentalità di non volerlo prendere. È quella fame che serve. Non è questione di moduli o di atteggiamento: la squadra non subisce gol tanto da situazioni di gioco o da situazioni tattiche. Subisce gol spesso da palle inattive». Ed è proprio su questo aspetto che la Cavese dovrà lavorare nelle prossime settimane.

Masitto: «L'allenatore è in discussione dal primo giorno»
Infine, inevitabile, la domanda sul futuro dell'allenatore e sulla possibilità che anche la sua posizione sia sotto esame dopo il ko di Potenza.
Cristiano Masitto risponde senza cercare alibi. «L'allenatore si sente in discussione dal primo giorno, ci mancherebbe altro. Io sono una persona seria, un allenatore serio come tutti, e cerco di lavorare seriamente con lo staff e con tutti i ragazzi». Il tecnico rimette quindi ogni decisione nelle mani della società. «Se questo basta, lavorando seriamente e cercando di fare risultati, lo vedremo pian piano. Se la società prenderà delle decisioni è corretto. La Cavese deve pensare alla Cavese. La società e il presidente devono pensare alla Cavese, non a Masitto».
Nessun dramma personale, dunque, nelle parole dell'allenatore: «Se non basta, prenderanno le decisioni, ma non è un dramma per Masitto. Deve essere anzi una grande opportunità che ho avuto e cerchiamo di sfruttarla al massimo».

La conclusione del tecnico
Nonostante la sconfitta, Masitto difende la prestazione della propria squadra e guarda già al lavoro da fare.
«A me la squadra non è dispiaciuta. Sono dispiaciuto per le leggerezze che commettiamo. Sono molto soddisfatto di quello che mi stanno dando come risposte i giocatori».
Resta però una consapevolezza: «Se mi dite che non è ancora la mia squadra, probabilmente non lo è ancora, ma ci stiamo arrivando».

Il 4-2 del Potenza sulla Cavese diventa così, nelle parole di Masitto, un'altra tappa di un percorso nel quale la squadra dovrà trasformare le buone reazioni mostrate in campo in maggiore concretezza e soprattutto ridurre al minimo gli errori che, nelle ultime gare, hanno pesato direttamente sul risultato.
Va detto, però, che dall'altra parte c'era anche un Potenza che ha avuto i suoi meriti, trovando i gol non soltanto grazie agli errori della Cavese, ma principalmente attraverso una propria organizzazione di gioco e la capacità di sfruttare le situazioni favorevoli avendo la forza di superare la rimonta campana e riappropriarsi della partita.

Sezione: Le avversarie / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 22:53 / Fonte: Cavese 1919
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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