Siamo alle solite litanie di fine match che tutti recitano, con un senso di frustrazione, acquisito seguendo le gesta degli eroi ormai decaduti, dell'armata rossoblù di mister Biagioni. Il tecnico spiega la sconfitta con errori individuali dovuti alla dabbenaggine dei potentini, che hanno quasi regalato le tre segnature subite.

Sembra che i leoni si siano addormentati su un antico motivetto degli anni 30': “ Biagio, adagio, adagio adagio Biagio”. Eppure non è colpa del nostro Oberdan il quale ha plasmato, con quello che passava il convento, una squadra che, pur perdendo, ha dilapidato almeno 8 occasioni da rete in tutto l'incontro, a raffronto delle 3 occasioni avversarie tramutate in goal. Ma andiamo nello specifico là dove i leoni si schieravano con il 4-4-2 con i nuovi Cacciotti e Manetta coppia centrale arretrata, Pettinelli e Potrone sugli esterni, Esposito e Pagano in mediana, con Pepe e Guaita sulle corsie di centrocampo e Todino e Forgione guastatori. Ma in realtà i due attaccanti cercavano di creare spazi per gli inserimenti in special modo di Pepe e degli altri centrocampisti. I Vallesi, dal loro canto, mettevano Giordano e D'Orsi centrali difensivi con Di Fraia e Mejri terzini, in mezzo al campo Cammarota Manzillo e Lordi ed in attacco un trio con Cappiello, Falco e Perillo, i quali spesso arretravano per contrastare gli avversari.

I primi 20° di gioco non rappresentavano nulla di particolare se non una punizione di Pepe di poco in out ed una parata del portiere D'Agostino su conclusione di Guaita, dopo uno scambio prolungato con gli avanti dei leoni. Ma i cilentani al 21°, su un calcio d'angolo, passavano con un imprendibile colpo di testa del centrale D'Orsi che insaccava alle spalle di Napoli. Biagioni commenterà così “ nonostante in settimana abbiamo studiato queste mosse avversarie in occasione del goal abbiamo perso la marcatura dell'uomo”. Ma, in realtà, un Potenza privo d'interdittori a centrocampo, soffriva il pressing alto e le veloci ripartenze dei vallesi, e la difesa potentina, pur essendo instabile riusciva a salvarsi dai contropiede degli ospiti.

Poi al 29° Guaita, dopo uno scambio filtrante con Todino, riusciva con un tiro a giro a far secco il portiere D'Agostino raggiungendo un pareggio che si rivelerà temporaneo. Al 31°, infatti, su un assist di Cappiello, e con una difesa inopinatamente aperta da movimenti sbagliati, s'infilava Perillo che faceva fuori il portiere Napoli sul 2° palo riagguantando il vantaggio. Per il resto del 1° game era solo Potenza, con le continue incursioni di Pepe e Guaita, ma senza la dovuta freddezza e qualità nelle conclusioni, il Potenza non riusciva a mordere e la 1° frazione terminava con la Gelbison in vantaggio di 1-2.

Nel 2° tempo i Lucani ripartivano all'attacco ed al 3° Pepe impegnava D'Agostino in una gran parata; eppure al 12° Esposito cincischiava con il pallone facendoselo rubare da Perillo, il quale ne approfittava per innescare un imprendibile Cappiello che siglava il 3° goal per i campani.Il Potenza accusava il colpo ma nell'immediato riprendeva il controllo del gioco ed al 19° Pepe, che era stato steso al limite, spediva nella porta avversa un pallone ineguagliabile calciato su punizione dal limite. 2-3 dunque che induceva i leoni ad attaccare ferocemente i vallesi tutti e 10 dietro la linea del pallone; per intenderci catenaccio allo stato puro. Tant'è che al 22° Pepe sfiorava il 2° palo con un tiro a giro, Potrone al 26° costringeva il portiere a prendere un tiro all'incrocio e Guaita impegnava il solito n1 con un colpo di testa che richiedeva ancora una gran parata. Ma non finiva qui, anche perchè verso la fine del match, un colpo di testa di Todino respinto dal portiere rimbalzava su Claps che tirava fuori e poi ancora Todino dal limite sbagliava incredibilmente, ed infine, Esposito, che guidava ormai l'assedio del Potenza, sfiorava inutilmente il palo con un tiro dalla media distanza.

Al termine, che dire, un 2-3 fortunoso per la Gelbison, che comunque è stata brava a sfruttare le magagne rosso-blù. I leoni, invece, come dice Oberdan, attendono rinforzi in attacco per una punta, ma anche a centrocampo; è in questa zona di campo che mancano i mastini, gente che serve perché morda le caviglie agli avversari ed esprima la possanza atletica e la sagacia tattica necessarie per superare le contingenti difficoltà.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 19 dicembre 2016 alle 13:39 / Fonte: Pasquale Scarano per Terradibasilicata.it
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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