I meriti della società e della famiglia Macchia sono enormi per il raggiungimento di questo storico traguardo, così come quelli del direttore sportivo Di Bari, arrivato a stagione in corso in un momento particolarmente delicato, ha prima confermato la fiducia a De Giorgio, per poi restituire serenità allo spogliatoio grazie alla sua presenza e alla sua esperienza nel mondo del calcio. Decisivo anche il suo intervento nel mercato di gennaio, con l’inserimento di giocatori esperti e preziosi come Loiacono, Kirwan e Murano.

Ma i meriti di questo successo non possono essere letti in modo isolato: vanno condivisi con chi ha gettato le basi. Ed è qui che entra in scena il lavoro di Enzo De Vito.

C’è anche la firma dell’ex direttore sportivo sulla storica Coppa Italia di Serie C. Non è soltanto il successo di oggi, ma il punto d’arrivo di un percorso iniziato mesi fa, costruito con pazienza e visione.

Nella doppia finale contro il Latina, nove undicesimi della formazione scesa in campo portano la sua impronta. Fanno eccezione soltanto Kirwan e Murano, innesti del mercato di gennaio che si sono aggiunti a una struttura già solida.

Arrivato in Basilicata nel giugno 2024, De Vito ha preso in mano un club ferito, reduce da un campionato complicato e da una salvezza sofferta ai playout contro il Monterosi. Da lì è partita una rifondazione profonda: rosa rivoluzionata, idee chiare e una scelta forte, quella di puntare su De Giorgio, allora alla prima vera occasione.

Una scommessa vinta. Perché giocatori come Schimmenti, Felippe, D’Auria, Siatounis, Erradi solo per citarne alcuni, hanno dato identità e qualità alla squadra, protagonista di una stagione ben oltre le aspettative, chiusa con un settimo posto e con il record di punti tra i professionisti per i rossoblù.

Poi, proprio all’inizio di questa stagione, qualcosa si è incrinato. I risultati non sono arrivati, l’ambiente si è fatto pesante e la sconfitta netta di Cava de’ Tirreni, a novembre, ha segnato il punto di rottura.la società ha scelto di cambiare, individuando in De Vito il capro espiatorio.

Eppure, oggi, mentre quella Coppa prende forma, è impossibile non vedere anche la sua mano. Perché i successi non nascono all’improvviso: si costruiscono. E in questo trionfo c’è, forte e chiara, anche l’impronta del lavoro silenzioso di Enzo De Vito.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 17:21
Autore: Marco Laguardia
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