E' proprio vero, nel match-derby con il Rionero,il Potenza s'è complicato la vita, soprattutto nel primo tempo, con un' impostazione tattica suicida. Altro che Zemanlandia, mister Biagioni ha impiegato un tempo per capire che lo schieramento del Potenza concedeva spazi e palloni ai ringhiosi bianconeri di Roberto Carlos Sosa, e non consentiva ai rosso-blù di avere chanches offensive.

I leoni, infatti, si disponevano con un risaputo 4-3-3, con Ungaro e Guarino centrali e Pettinelli e Proietti sulle corsie laterali, Esposito metodista coadiuvato da D'Allocco e Pagano, con un tridente formato da Apicella, Villa e Todino. I vulturini, al contrario seguivano gli schemi del 4-2-3-1 con Schiavino e Carrieri in mezzo e Montenegro e Pascali ai loro lati a formare il pacchetto arretrato, ben protetto, a centrocampo, da due ringhiosi mastini quali De Rosa e Lordi, e da due esterni avanzati Tandara e Petagine ispirati dal trequartista Silvestri con Rabbeni punta di riferimento in attacco. Nonostante queste incongruenze, il Potenza partiva in accelerazione con Villa, Todino ed Apicella

che impegnavano pericolosamente la difesa avversaria infiammando temporaneamente il Viviani. Ma si trattava di un fuoco che durava pochi minuti, tant'è che al 10' il Rionero si faceva vivo con un palo colpito da Petagine durante una incursione sulla corsia mancina.I bianco-neri, ben disposti in campo, pressavano, rubavano palla e ripartivano, negli spazi lasciati da un centrocampo rosso-blù sguarnito, e da una difesa che soffriva sensibilmente la velocità degli esterni avversari. Rabbeni e Petagine scorazzavano sulle praterie leonine e Napoli era costretto in almeno tre occasioni a salvare il risultato. In conseguenza di tali accadimenti, siccome il calcio non è un'opinione, al 32' giungeva un goal anonimo, dopo un batti e ribatti in area potentina, con la zampata di uno sconosciuto difensore Schiavino, che sanciva il vantaggio per il Rionero.

Ma c'è dell'altro per i vulturini che al 43', con Tandara, altra spina nel fianco potentino, mancava il raddoppio, sfiorando il palo. Al contrario i leoni, nonostante non riuscissero a reagire efficacemente, sprecavano al 46' con Apicella, una clamorosa occasione per pareggiare. Così il 1° tempo terminava con gli ospiti in vantaggio ed il Potenza che aveva giocato con un centrocampista in meno. Nel 2° game i leoni stringevano i tempi e da una punizione di Esposito al 1' di gioco Todino approfittava di una doppia respinta della difesa avversaria per metterla dentro e raggiungere il pareggio.Ma nel frattempo il buon Oberdan aveva capito l'inghippo arretrando Apicella da punta ad esterno di centrocampo adottando un 4-4-2 e successivamente perfezionandolo con l'ingresso di un centrocampista di ruolo come Lucchese, interno dai piedi buoni.Il cambiamento s'evidenziava in un maggior possesso-palla dei potentini che riuscivano discontinuamente a minacciare la porta avversaria, il che non evitava comunque di subire i pericolosissimi contropiede dei Rioneresi. Napoli ci metteva ancora una pezza in 2 occasioni, all'11' e 12', su conclusioni aeree di Petagine e Rabbeni scaturite dai cross del terribile Tandara. I leoni accarezzavano il successo al

21' quando il portiere Landi sventava una punizione all'incrocio di Esposito; quindi al 48' un doppio legno, protagonista Ungaro, che faceva il paio con l'occasione della vita per Serritella, entrato dalla panchina, il quale in contropiede alla mezz'ora davanti alla porta aveva messo incredibilmente fuori.

Infine si può affermare che il risultato è stato avaro per il Rionero, vista la 1° frazione di gioco, e tenuto conto che, nella 2° parte, tamponate le magagne tattiche dei rosso-blù, il match è stato sostanzialmente più equilibrato. La riflessione porta all'incontro di Bisceglie dove un Potenza schierato in maniera più prudente, aveva concesso solo un'occasione-goal allo squadrone nerazzurro.  

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 28 novembre 2016 alle 12:25 / Fonte: Pasquale Scarano per Terradibasilicata.it
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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