Il Potenza sta vivendo il suo passaggio di consegne dalla mani di V&V a quelle della cordata rappresentata da Nicola Dionisio. Dopo l’accordo di martedì sulla cessione del 100% delle quote abbiamo sentito a mente fredde le due facce della medaglia della trattativa che dovrebbe condurre il leone rampante ad una nuova società. Il condizionale è d’obbligo, perché anche se ormai l’accordo è di fatti chiuso manca il fatidico atto formale che formalizzi il passaggio del testimone. Per fugare ogni dubbio analizzando passato e futuro del Potenza Calcio vi proponiamo l’intervista doppia al presidente uscente Umberto Vangone e al rappresentante della cordata Nicoa Dionisio.

DIONISIO

E’ soddisfatto? Si può dire che ha raggiunto l’obiettivo?

“Si sono felice, dal mio arrivo a Potenza mi sono sempre prefissato due obbiettivi: la salvezza della società e quella del campo. Con il passaggio di proprietà potremmo pianificare il futuro con grande serenità avendo forza fresca a livello economico. Ora penseremo alla salvezza sul campo”.

Quali sono stati i termini economici della trattativa?

“Abbiamo rilevato la società a costo zero accollandoci la situazione debitoria e gestione della società, rimborsi spese dei calciatori compresi, fino al termine della stagione. Al 30 giugno risarciremo ai due presidenti la fideiussione bancaria”.

Quando formalizzerete il tutto dal notaio?

“Sono più che attivi Saponara, Vangone e Napolitano e molto probabilmente chiuderemo il tutto entro domani dal notaio”.

I tifosi possono stare tranquilli che la trattativa sia definitivamente chiusa?

“Entrambe le parti hanno effettuato i giusti passaggi e sono sicuro che a breve il tutto troverà concretezza”.

Cosa risponde a chi dice che è un escamotage?

“Siamo persone per bene e non avrebbe alcun senso attuare escamotage o prese in giro per fare cosa? Farci ridere addosso dalle persone? Crediamo nel progetto, nel Potenza Calcio e siamo sicuri di risanare il club senza problemi”.

Quali saranno i primi obiettivi della nuova proprietà?

“Ci impegneremo in alcuni adempimenti economici e burocratici per dare ulteriore serenità all’ambiente. In seguito dobbiamo strutturare l’assett societario e individuare una sede sociale. Insomma ci sono tante idee in cantiere ma ci vorrà il tempo dovuto”.

Da chi è composto l’organigramma e quali saranno le suddivisioni delle quote?

“Al momento la suddivisione delle quote prevede il 50% ad Antonio Napolitano ex sindaco di Sirignano, il 15% a Giulio Miele, il 15% a Rocco Messina, il 10% all’imprenditore irpino Gaetano De Simone, il 5% a Nicola Becce e il 5% a Michele Saponara. Non mi dispiace l’idea di Saponara come presidente del club mentre l’avvocato Napolitano sarà l’amministratore delegato”.

Quale ruolo ricoprirà nello staff societario?

“Continuerò a svolgere le mansioni svolte fin qui. Sarò il punto di riferimento per tutti e dovrò lavorare già per il futuro. Spero di centrare subito la salvezza per iniziare ad allestire la squadra per il prossimo anno”.

Vi accollerete dunque anche la debitoria del club?

“Il bilancio fino al 30 giugno di 2016 prevede una debitoria di 9.000€, mentre quello che verrà certifica un debito intorno ai 100.000€. Ma non ci interessa perché sappiamo che se si opera bene la debitoria può solo scendere e non salire”.

Dovrete dirimere anche l’annosa questione vertenze?

“Da qui al 30 giugno vogliamo pagare tutti i debiti. Le urgenze al momento riguardano le vertenze inerenti ad Agovino e Tramutola”.

Si attende il ritorno dei tifosi allo stadio?

“Certamente ma non per la nuova proprietà, ma esclusivamente per i ragazzi che hanno bisogno di loro. Del resto non essendoci più V&V non c’è alcun motivo per disertare il Viviani".

Il suo ultimo pensiero sull’operato di V&V?

“Ringrazio nuovamente Vangone e Vertolomo per il loro gesto. Hanno investito dei soldi ed ereditato debiti, per questo andranno sempre ringraziati. Lasciano con l’ultimo atto di amore nei confronti della città”.

VANGONE:

Qual è il suo pensiero all’indomani del passo indietro?

“Sono assolutamente sereno in questi giorni successivi alla cessione”.

Quali sono stati i termini economici della trattativa?

“Hanno rilevato le quote a zero euro e gli ingressi che avverranno tramite l’acquisizione di un pacchetto del 10% fissato a 20.000€ devono essere finalizzati al risanamento della debitoria entro il 30 giugno, compresi i rimborsi dei calciatori e le vertenze pendenti”.

Cosa l’ha spinta a cambiare idea e cedere gratuitamente?

“Non la contestazione ma per i tanti potentini appassionati per il calcio e quando un manipolo di persone coinvolgono una città a livello nazionale non mi sembra giusto. Abbiamo preferito dunque lasciare il testimone a persone serie che condividono lo stesso progetto”.

Cosa risponde a chi dice che è un escamotage?

“A chi non si fida dico di farsi avanti e rilevare le ulteriori quote che Antonio Napolitano ha acquisito, ma con i soldi e non con le chiacchiere”.

Come giudica il lavoro svolto?

“Sono soddisfatto del lavoro aziendale portato al termine. Nonostante un programma triennale siamo riusciti in un anno e mezzo a risanare un’azienda distrutta e che oggi è ambita da tutti. Spero che le persone che subentreranno siano uomini di calcio ma anche aziendalisti”

Quando formalizzerete il tutto davanti al notaio?

“Dal notaio formalizzeremo tutto quando almeno un 20/30% delle quote sarà depositato nelle mani del notaio per poi trasferirli in banca. Noi siamo pronti, dobbiamo mettere solo la firma”.

Quali sono i suoi rimpianti?

“Non aver portato il Potenza in Lega Pro ma non è detto che questa proprietà non ci riesca. Se ascoltano ciò che gli ho detto si ritroveranno con una società sana e con un’ottima base di calciatori per disputare un ottimo campionato”.

Quali sono le soddisfazioni?

“Di aver fatto conoscere il nome di V&V anche nel mondo del pallone. Vertolomo viene contattato continuamente da società che vanno dall’Eccellenza alla Lega Pro per sondare la nostra disponibilità ora che abbiamo lasciato Potenza”.

Cosa ha fatto fallire il suo progetto triennale?

“Non è fallito perché ho lasciato il testimone a persone serie che hanno il nostro stesso obiettivo. Lasciamoli lavorare e vedremo dove si arriverà”.

Cosa non rifarebbe se potesse tornare indietro?

“Non stringere un’amicizia fatta quest’anno. Non si tratta di Capuano che ho sentito martedì sera e che mi ha detto <>”.

Anche l’amministrazione con la vicenda Viviani ha fortemente condizionato il suo progetto?

“In realtà il Comune ce l’ha proprio distrutto. Un appalto vinto a dicembre che viene consegnato una non dopo sarebbe solo da pubblicarlo all’osservatorio”.

Si attende riconoscenza dalla piazza dopo aver investito denaro nel Potenza?

“Mi hanno già ringraziato ma non quelli che espongono ’V&V via da Potenza’, ma quelli che iniziano a capire i sacrifici fatti per una società che ora è desiderata da tutti visto che oggi si fa la corsa per rilevare il Potenza”.

Si sente di chiedere scusa per le tante mortificazioni subite dal popolo rossoblu?

“Non sono io che devo chiedere scusa e non chiederò neanche ai tifosi di chiederci scusa per le mortificazioni che ci hanno dato”

Continuerete a fare calcio altrove?

“Se ci chiamano e ci abbina una passione comune può darsi che qualcosa la faremo. Avendo risparmiato 180.000€ da qui a fine anno possiamo investire in un’altra società"

Qual è il suo saluto alla piazza?

“Io non saluto le piazze perché potrebbe sempre esserci un ricordo di fiamma. Un domani magari ci si renderà contro che Vertolomo ed io siamo stati gli unici che a Potenza hanno cercato di capire i famosi numeri, non hanno fatto fallire il club e creduto in un progetto lasciato ora nelle mani altrui”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 09 febbraio 2017 alle 21:26
Autore: Manuel Scalese / Twitter: @ManuelScalese
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