Un acero nel luogo di Potenza a lui più caro, il parco di Montereale. Un simbolo per l'attivista, ambientalista e giornalista locale Antonio Nicastro, tra le prime vittime del coronavirus in Basilicata. A lui le persone che lo hanno conosciuto hanno voluto dedicare un albero con una targa che porta il suo nome. 
"Sono passati esattamente due mesi da quando Antonio non c’è più - scrivono sui social i promotori dell'iniziativa - Ma noi non lo abbiamo dimenticato e per questo vogliamo esprimere attraverso un gesto semplice, che a lui sarebbe piaciuto perché pratico e senza fronzoli, l’affetto che continuiamo a portargli". 

La storia di Antonio Nicastro è finita agli onori della cronaca dopo la denuncia del figlio Valerio che sui social aveva raccontato i vari rimpalli tra guardia medica e 118 per ottenere il tampone nonostante le condizioni di salute del padre, già da 15 giorni con febbre, tosse e difficoltà respiratorie.
Antonio, 67 anni, verrà ricoverato all'ospedale San Carlo di Potenza il 22 marzo per poi spegnersi nella terapia intensiva i primi giorni di aprile. I familiari hanno deciso di denunciare la vicenda alle autorità. Anche la Regione Basilicata ha avviato un'inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità nell'applicazione sul territorio dei protocolli previsti e i cui esiti, non resi noti, sono stati consegnati alla procura. 

Tanti i partecipanti alla piantumazione dell'acero, compresi i familiari della vittima. 

"È stata una cosa che ci ha fatto particolarmente piacere - commenta Valerio, figlio di Antonio Nicastro - perché è un'iniziativa vicina allo spirito e alle idee di papà, di partecipazione dal basso, di attenzione all'ambiente e di impegno per la vita della città. Un po' come se fosse la chusura ideale di un cerchio e un messaggio per raccogliere questo suo impegno".

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 03 giugno 2020 alle 20:41 / Fonte: Repubblica.it
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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