Una finale che non è solo una partita, ma un intreccio di storie, ricordi e appartenenze. Per Andrea Cittadino, questa sfida ha un sapore diverso: da una parte Potenza Calcio, dall’altra Latina Calcio 1932. Due tappe importanti della sua carriera, due pezzi di cuore.

“L’equilibrio sarà totale”, racconta ai microfoni di LatinaCorriere. “È vero, il Potenza come organico e mentalità parte leggermente favorito. Negli anni ha costruito qualcosa di importante, è una squadra abituata a stare lì. Ma il Latina mi ha colpito davvero tanto nelle ultime uscite, anche contro il Siracusa. Ho visto una squadra viva, dentro la partita, consapevole”.

E allora il pronostico si assottiglia, fino a diventare quasi una linea invisibile. “Secondo me è una gara che si decide sugli episodi. Quelle partite in cui basta un dettaglio per cambiare tutto”.

Cittadino, però, individua una chiave precisa. E non è solo tecnica. “L’arma più grande del Latina è l’entusiasmo. È arrivata a questa finale magari senza i riflettori addosso a inizio stagione, ma con una carica incredibile. E queste energie, in partite così, possono fare la differenza. Devi cavalcarle, non subirle”.

Poi lo sguardo si sposta sui protagonisti, su chi può davvero lasciare il segno. “Giacomo Parigi è un attaccante forte. Lo conoscevo già da avversario: è uno che ti fa salire la squadra, pulisce i palloni, attacca la profondità. In una finale può essere la carta vincente. Ma attenzione anche al Potenza: con Jacopo Murano parliamo di un giocatore di categoria superiore, uno che quando ha una mezza occasione può farti male”.

E poi c’è il cuore, quello che non si può allenare. “Sono stato bene in entrambe le piazze, davvero. Ma Latina per me è qualcosa in più. Ci ho passato quattro anni, ho costruito rapporti veri, amicizie che porto ancora oggi. È inevitabile che dentro di me ci sia qualcosa di speciale”.

E infatti, quando arriva il momento di sbilanciarsi, il numero è quasi simbolico: “Dico 51-49 per la Latina”.

Uno sguardo anche al presente, con l’esperienza alla Nissa: “Tutto è dovuto grazie alla proprietà, grazie al patron Giovannone che ha investito tanto e ha fatto sì che la Nissa venisse conosciuta anche in campionati superiori. L’obiettivo nostro, non lo voglio dire per scaramanzia, ma è quello di vincerle tutte da qui a fine campionato, quindi puoi immaginare”.

Infine, un consiglio che è quasi un messaggio nello spogliatoio, rivolto a entrambe. “Il Potenza deve sfruttare il calore del Viviani, perché può essere una spinta enorme. Il Latina invece deve restare lucido: non deve farsi prendere dalla frenesia. Queste partite si vincono anche al novantesimo, o oltre. Servono calma, testa e qualità”.

Sezione: Gli ex rossoblu / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 17:50 / Fonte: Latina Corriere
Autore: Red TTP / Twitter: @tuttopotenza
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