Intervenuto ai microfoni di Contropiede.it, il potentino Jacopo Murano ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, partendo dalle origini. Dalla vittoria del campionato con il Perugia alla straordinaria stagione vissuta a Picerno, passando per il forte legame emotivo con Trapani. Ha inoltre svelato il significato del soprannome “Samurai”, raccontando aneddoti, curiosità e retroscena.
Un racconto intenso, con uno sguardo particolare agli ultimi sei mesi vissuti nel capoluogo lucano, che hanno finito per trasformarlo non solo come calciatore, ma anche a livello personale e professionale
Jacopo, partiamo da un breve excursus sulla tua carriera. Tu nasci a Potenza e cresci a Vietri: qual è il tuo legame con la Lucania?
"Sono nato a Potenza, ma ho vissuto i primi anni a Vietri. Ho terminato gli studi nel capoluogo, frequentando il liceo scientifico Pasolini, quindi il mio legame con il territorio è profondo: gran parte dei miei amici sono di qui. A Vietri ho vissuto i miei legami familiari, i nonni, gli zii e i cugini: quando finiva la scuola, il fine settimana si tornava sempre in paese; era un’abitudine bellissima. La mia infanzia è un mix tra questi due luoghi, entrambi fondamentali per me"
Ripercorrendo le tue tappe Trapani, Perugia, Avellino, Crotone, Foggia hai giocato in piazze importanti. Escludendo il Potenza, a quale sei più legato?
"A Trapani sono stato benissimo, è un ricordo speciale anche perché lì è nato mio figlio. Poi c'è Perugia: vincere un campionato ha un sapore diverso, indimenticabile, e quell'anno mi è rimasto nel cuore. Porto con me tutte le esperienze, ma il Potenza resta, ovviamente, una cosa a parte..."
Il tuo percorso con il Potenza è stato caratterizzato da più ritorni (2013/14, 2019/20, 2023/24, 2025/26). È un filo conduttore che non si spezza mai, vero?
"È vero. La mia storia qui è iniziata con la vittoria del campionato di Eccellenza, in un momento delicato della mia vita: ero reduce dal fallimento dell'Andria e dalla rottura del crociato. Volevo quasi smettere, poi un amico mi convinse a tornare a giocare con i ragazzi di Potenza. Segnai una quarantina di gol e da lì ripartì tutto. Sono tornato nel 2019/20, dopo l'esperienza a Trapani e lo stop forzato per problemi cardiaci alla Spal, che mi tenne fermo per quasi un anno. Poi l’esperienza di tre anni fa e, infine, il ritorno dello scorso gennaio: il più importante di tutti"
Curiosità: come nasce il soprannome "Samurai"?
"È nato per caso, circa 15 anni fa. Avevo i capelli più lunghi e portavo un codino perché, giocando, mi davano fastidio. Qualcuno notò dei tratti somatici un po' orientali inoltre, e da allora son rimasto il "samurai"
Hai vissuto anche un'annata a Picerno, segnando 20 reti. Che ricordo hai?
"Bellissimo. Era un gruppo stupendo e sono ancora legatissimo a Emanuele Esposito, il capitano, con cui passo spesso le vacanze. Fu una grande annata, condita dal titolo di capocannoniere di Serie C sotto la guida di mister Longo"
Gennaio 2026: arriva la chiamata del Potenza. Sapevamo di un interesse parallelo e concreto del Picerno, hai avuto tentennamenti o la scelta era già fatta?
"Sono sincero: avevo diverse offerte, anche dal Nord, ma la mia decisione era presa. Volevo tornare a casa, stare vicino alla famiglia che ho avuto lontana per troppo tempo. Quando si è fatta avanti la società, non ci ho pensato due volte"
In carriera hai segnato centinaia di gol, ma la rete in semifinale contro la Ternana e l'1-0 al Latina in Coppa Italia pesano in modo particolare.
"Assolutamente. Il gol contro la Ternana ha dato la spinta decisiva per questa Coppa Italia. L'1-0 contro il Latina, invece, è stata un'emozione unica per l'atmosfera e la cornice di pubblico che c'era quella sera; è un ricordo che porterò sempre dentro"
Appena arrivato, ci credevi davvero nella vittoria della Coppa Italia o pensavi fosse presto?
"Non voglio sembrare presuntuoso, ma me l'ero posto come obiettivo. Il Potenza era già in semifinale, mancavano quattro partite. Avevo affrontato la squadra poco prima con il Crotone e mi aveva fatto un'impressione devastante: in casa erano un rullo compressore. Dopo la vittoria a Terni, ho capito che potevamo farcela. Vincere da Potentino davanti alla mia famiglia e agli amici è stato qualcosa di indescrivibile, una vera liberazione: è il completamento di un cerchio"
Che impressione hai avuto di mister De Giorgio?
"L'avevo avuto come secondo ai tempi di mister Raffaele. Quest'anno l'ho ritrovato come primo allenatore e ho avuto un'ottima impressione. Sta facendo un lavoro eccellente: ha idee chiare e sta valorizzando una rosa giovane. È supportato da uno staff competente e, quando i risultati arrivano, tutto diventa più bello"
In vista dei playoff, la Serie B è un'utopia o una realtà possibile?
"Arrivare terzi è un ottimo punto di partenza, ma i playoff sono un campionato a parte, fatto di episodi e dettagli. Noi arriviamo con grande entusiasmo e consapevolezza dei nostri mezzi, specialmente dopo la vittoria della Coppa. In casa siamo un avversario fastidioso per chiunque, tuttavia sappiamo che ci sono alcune favorite, ma ce la giocheremo con grande rispetto contro tutti"
Quanto stai cercando la rete in campionato?
"Per quanto riguarda il gol in campionato, nelle ultime gare ho provato a cercarlo, ma non è arrivato; pazienza, per un attaccante la rete è una cura, ma l'importante ora è fare bene ai playoff"
Hai rimpianti guardando indietro?
"Nessuno in particolare. Gli infortuni, come la rottura del crociato o lo stop per il cuore, fanno parte del percorso e non dipendono da te. L'unico rammarico sportivo è legato ai playoff contro la Reggiana: giocai da infortunato contro la Triestina, prendendo un colpo alla caviglia, e non potei dare il massimo per quel grande gruppo"
Pensi già al post-carriera? Ti vedremo in panchina o dietro una scrivania?
"Sinceramente? No. Ho avviato un'attività imprenditoriale con un socio da qualche anno: abbiamo diverse pizzerie in franchising negli outlet. Il mio futuro, per ora, lo vedo lì. Il mondo del calcio è affascinante da calciatore, ma il ruolo di allenatore o dirigente non mi attira particolarmente"
Chiudiamo con una promessa ai tifosi per questo rush finale.
"La promessa è che il Potenza si farà valere fino alla fine e cercheremo di regalare ancora grandi soddisfazioni"
Autore: Marco Laguardia
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