Ieri due tifosi giornalisti della Triestina hanno macinato quasi 2000 km in due giorni per poter seguire la squadra giuliana in Basilicata. La bella storia viene raccontata su City Sport da Stefano Zivec ed è il caso di dire che è proprio questo il calcio che ci piace che diventa bello, romantico e maledetto.

Stefano Zivec, a lungo collaboratore di City Sport e storico supporter dell'Unione, ci racconta la trasferta in terra lucana. Dentro e fuori lo stadio

"Guagliò, ma tu sei un tifoso o un giornalista?"...

Accolto da queste parole fuori dall'ingresso stampa dello stadio Viviani di Potenza, so rispondere senza esitazione: sono un tifoso dell'Unione da troppi anni ormai, il mio primo ricordo sono le sgroppate del "Barone" Causio ma quando City Sport chiama, vista la lunga militanza sulle colonne di questo giornale, soprattutto quando si tratta di trasferte avventurose, ho sempre lo zaino pronto.

Dello stadio Viviani colpisce non solo la posizione, un catino stile periferia di Santiago del Cile, ma pure uno striscione appeso sulla recinzione del settore ospiti: "Onore a Stefano Furlan!". È bello vedere che nel nome di Stefano tante tifoserie, anche rivali, sono al nostro fianco. Prima del calcio d'inizio ci si ferma a mangiare un paio di panzerotti in una piccola pizzeria di fronte allo stadio: il gestore, il simpaticissimo Bubù, ci informa che da giorni stava ricevendo telefonate da uno sconosciuto prefisso: 040... Bubù chiede se queste chiamate, fatte da triestini che gli chiedevano di prenotare un balcone di casa per la partita, fossero uno scherzo oppure no. Gli rispondiamo con un sorriso: "Maciniamo chilometri... sai quanti triestini sarebbero scesi per una partita così suggestiva?".

Alla fine della gara usciamo dallo stadio con un sapore strano in bocca: l'Unione è fuori dai play-off, ma il gol di Carlos França ci ha mosso qualcosa nel profondo. Fuori dall'impianto incontriamo un gruppo di ultras del Potenza, i ragazzi di via Mazzini, che con grande sportività quasi si scusano per il risultato beffardo. Bello il calcio quando puoi farti una birra con i tifosi di una città così lontana dalla tua. Assieme a loro ci avviciniamo all'uscita dei giocatori di casa: siamo lì per salutare, non per intervistare, il re di Potenza, il nostro Carlos. Mentre parliamo con lui di Trieste i suoi occhi si fanno lucidi, così come i nostri. Il bomber se ne va sulla sua vecchia 600, che mi ha fatto subito pensare al Pandino di Fabrizio Provitali... Troppi ricordi: guardo il mio amico Mathia, compagno d’avventura, e decidiamo che è giunta l’ora di un altro giro di birre e di panzerotti da Bubù.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 10 luglio 2020 alle 21:58 / Fonte: City Sport Trieste
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
Vedi letture
Print