Avviso ai naviganti, tifosi e smemorati. Questo articolo fungerà da cartina tornasole per chi, eventualmente, avesse dimenticato da quali annate, umiliazioni e condizioni versasse il Potenza fino a qualche mese fa e che oggi, invece, ha affinato un palato talmente esigente da fare invidia ai quattro giudici di Masterchef, il noto talent culinario. Magari la colpa è del presidente Caiata, che in poco tempo ha realizzato un qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava mera utopia, cancellando fin troppo presto il turbolento passato e abituando, fin troppo bene, la piazza rossoblu. Ironia a parte, Caiata ha risanato i debiti di una società che da tre anni vacillava pericolosamente sull'orlo del fallimento tramutando il capoluogo in un'oasi felice dove ora tutti i calciatori e addetti ai lavori vorrebbero abbeverarsi, mentre prima bisognava strapagare anche i più mediocri degli atleti per trascinarli con forza a calcare il manto del Viviani. Senza dimenticare l'assenza di appartamenti, di strutture e di mezzi a disposizione del club. Non ultimo il numero dei calciatori, più paragonabile ad un organico di una squadra di Futsal che di Calcio, mentre ad inizio Luglio Caiata aveva già allestito il 90% della rosa e a memoria d'uomo non si ricorda l'ultimo precedente simile. Al momento il roster rossoblu consta di 25 calciatori, tutti di assoluto valore, per una società che a livello di struttura è rapidamente diventata una dei fiori all'occhiello dell'intera Lega e che per organizzazione meriterebbe almeno una categoria superiore. Il calcio è spietato, non ha memoria breve, figuriamoci a lungo termine, e più di tutto non vi è riconoscenza. Ma ora la città deve dimostrare di essere quella grande piazza qual è, intelligente, equilibrata e preparata riconoscendo il primo grande successo centrato dal patron rossoblu, quello di aver ripulito con un colpo di spugna il  blasonato nome di Potenza e del Potenza e per questo tutti i tifosi saranno sempre grati a Caiata. Anche se il risultato non dovesse arrivare, anche se l'attaccante non dovesse arrivare visto che la sensazione è che ora sia solo questione della punta. E invece c'è molto, molto di più. A volte ricordare chi eravamo è un proficuo gioco per l'anima e per lo spirito... rigorosamente a tinte rossoblu...

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 30 agosto 2017 alle 13:30
Autore: Manuel Scalese / Twitter: @ManuelScalese
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