Mentre molte partite dell’ultima giornata si preannunciano essere tese ed emozionanti il Potenza ha avuto la fortuna di sfidare un Pomigliano dimesso che avrà già i remi in barca e da quello che si percepisce da casa granata molti over sono andati via, come Tedesco, Guadalupi, Prisco e Galizia, mentre molti under sfideranno i lucani senza assilli. Eppure ancora una volta segnaliamo dal quartier generale di Tito Scalo facce scure e musi lunghi perchè prima del fuggi fuggi generale molti giocatori saranno da saldare. I motivi di discussione non mancano nemmeno adesso che si è ad un passo dalla salvezza. L’odo-e di nuova rivoluzione si sente già nell’aria ma prima va mantenuta la categoria con la gara di Mugnano che si avvicina sempre di più dato che al “Vallefuoco” si metterà fine a questa tornata agonistica. Per Marra e quasi tutti i suoi ragazzi sarà l’ultima partita in rossoblù e il destino ha voluto che l’addio arrivasse nel silenzio. Un silenzio surreale che non farà paura agli atleti lucani che fino ad oggi al Viviani hanno giocato in un ambiemte ovattato e soft che senza ombra di dubbio non li metterà a disagio. Dal pareggio di Gallipoli in avanti è andato tutto a rotoli e la crisi non è rimasta confinata al campo, allargandosi alle stanze dei bottoni, dove si è consumato uno sfilacciamento evidente e repentino. I tifosi hanno preso le distanze dai calciatori, stigmatizzando prestazioni così brutte e svogliate con quello che è accaduto nel post Manfredonia e che ha creato una frattura non sanabile fino ad oggi tra piazza e squadra che non si è mai vissuta a queste latitudini. E’ per questo che oggi c’è meno fiducia nel futuro, c’è disillusione e il credito che Vangone e Vertolomo si erano conquistati dopo aver preso il Potenza dal baratro di un nuovo crack è stato riperduto di nuovo per le solite scelte miopi il cui elenco è ciclopico. Come e cosa fare per recuperare consensi non è semplice. Ci vorrebbe una svolta radicale nei rapporti e nelle scelte di gestione, che però a questa proprietà sono sempre rimaste in canna. La storia degli ultimi tre anni e mezzo racconta di un continuo saliscendi e più che una squadra forte servirebbe solamente organizzazione. 

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 07 maggio 2016 alle 14:41
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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