Il campionato del Potenza fino ad oggi non è stato entusiasmante ma questo poteva essere in preventivo, si lotterà fino all’ultimo per conservare la categoria. Questo, però, non attenua l'interesse intorno alla prima squadra della città e dopo lo shock iniziale si intravede un ribollire di sensazioni e sentimenti, un impeto di orgoglio con una voglia di fare nel tentativo di non perdere quanto ottenuto fino ad ora.

La stabilità della società gira, inutile negarlo, intorno allo stadio. Il presidente Caiata ormai fatalmente avviato verso la conclusione della sua avventura alla guida dei rossoblu salvo, e lo speriamo con tutto il cuore, ripensamenti dell’ultima ora, guarda la situazione come un osservatore esterno e quello che afferma è assolutamente condivisibile: serve che qualcuno, sindaco o assessore allo sport, prenda veramente di petto la situazione senza ulteriori slittamenti per motivazioni più o meno plausibili o, per altri versi, opinabili. Bisogna passare al fare!

Insomma, se si vogliono realizzare lo stadio e le strutture collegate non bisogna più perdere tempo in ipotesi e congetture ma passare ai fatti. La politica del cambiamento è anche questa, non ripetere gli errori e gli orrori del passato, specialmente nel settore dello sport e del turismo, in questo caso sportivo, con le specifiche che l’assessore Alessandro Galella, durante la trasmissione Potenza nel Cuore, ha individuato. Ora il sindaco, Mario Guarente, diventa attore principale e deve porsi come promotore di un necessario salto di qualità della città. Potenza, per troppi anni, è stata sfruttata senza un giusto ritorno economico e sociale. Cambiare la visione e la funzione della città capoluogo non è più rimandabile, anche partendo dall’ambito sportivo. 

[Voceroca]

Sezione: Editoriale / Data: Sab 13 febbraio 2021 alle 16:11
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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