Il potentino è un po’ umorale, passa facilmente dal grande entusiasmo al “de profundis”, probabilmente in maniera troppo repentina. Siamo alla quindicesima giornata, c’è tutto il tempo per recuperare il terreno perduto e chiudere quest’annata calcistica particolare (ricordiamolo sempre) in maniera dignitosa. L’essenziale è ricompattare l’ambiente e remare tutti dalla stessa parte. Poi si può ragionare sui vari argomenti ma l’importante è salvare la categoria.

La situazione di disagio economico del calcio, non lo diciamo sicuramente noi, può essere alleviata con la costruzione e l’utilizzo di una propria struttura polivalente e diversificata dove potersi allenare e, come in questo periodo straordinariamente anomalo per la pandemia, utilizzare per attingere ad altre entrate per portare avanti l’azienda. Uno stadio di proprietà diventa quasi imprescindibile per fare calcio. Pertanto, il primo punto è mettere in agenda un tavolo programmatico serio tra le istituzioni e la società per definire, una volta per tutte, la situazione atavica del nuovo impianto per Potenza. La città deve crescere non deve “vivacchiare” come ci hanno abituato fino ad oggi. Non dobbiamo accontentarci dei “rattoppi” continui al Viviani (qualcuno ci deve ancora spiegare i distinti “monchi”, ad esempio). Servono progetti e iniziative serie e realizzabili per far risollevare il ruolo del capoluogo regionale e mettiamo, per ora, in secondo piano la nomina di Città Europea dello Sport, titolo che pure andrebbe comunque onorato in qualche modo.

La situazione societaria potrebbe collegarsi al punto precedente. Il presidente Caiata, che ha fatto tanto per il calcio cittadino e ricevuto pur sempre qualcosa di tangibile dalla collettività, ha detto, probabilmente in un impeto di delusione e rabbia per la contestazione subita, di voler lasciare. Noi speriamo che ci ripensi ma se veramente avesse intenzione di passare la mano bisognerebbe iniziare subito a trovare un degno sostituto con l’aiuto, concreto e imprescindibile, del sindaco Guarente e delle altre istituzioni perché perdere il calcio che conta per la città sarebbe un peccato capitale che difficilmente, questa volta, sarebbe perdonato.

Non entriamo, per ora, nei dettagli tecnici perché riteniamo che sia anche un po’ un filo continuo con gli argomenti precedenti, ma la fiducia confermata a mister Capuano nella veste di mister-manager con l’aiuto del Ds Flammia può dare quel che manca alla squadra in tema di consapevolezza nei propri mezzi anche colmando il “deficit strutturale” che il tecnico di Pescopagano ha evidenziato nel post gara di Castellammare di Stabia.

[Voceroca]

Sezione: Editoriale / Data: Dom 13 dicembre 2020 alle 20:29
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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