Siamo in Estate, fa molto caldo, usciamo da una crisi epidemiologica inimmaginabile, una crisi economica che attanaglia l'Italia da Aosta a Lampedusa attraversando anche il Nord-Est produttivo, e per passare il tempo sotto gli ombrelloni, regolarmente distanziati, spulciamo qui e lì qualche opinione che riesce a farci distendere, o arrabbiare a seconda dell'umore della giornata, su Caiata, sul Potenza Calcio, sulla città di Potenza e sull'economia della regione Basilicata.

Ecco che emergono, simpaticamente, ricette e veggenti, economisti e consiglieri, ex nemici pronti a dare suggerimenti da amici e personaggi che, sotto il Solleone, grazie alle loro "competenze" possono finalmente farci "comprendere" quello che noi, "non possiamo capire". A far da "pubblico attivo" anche la parte "succube e malinconica" dei potentini o dei lucani, quella categoria pronta sempre a criticare e a "gioire immalinconendosi" dei guai altrui anche se questo potrebbe andare contro loro stessi. Ma vallo a far capire! E' un'impresa. Se la città di Potenza dovesse migliorare la propria immagine, la propria economia e, indirettamente, anche alcuni indici di vivibilità che vanno a favore di tutti sarebbe un guaio, perché la città deve essere criticata, chi opera nel cambiamento è un pazzo da combattere... Anche perché, se no, come si fa ad alimentare la critica distruttiva che da sempre è pane quotidiano per alcuni? Fatevi un giro sui Social e leggete i tanti post di malcontento con l'indice puntato.

Quindi, in questo contesto di malinconia congenita, ci viene incontro Stefano Viafora, direttore di PadovaSport.tv, come un "pastore tra le greggi" per illuminarci la via e farci capire che noi qui, in Basilicata, non possiamo volare alto, anche nel calcio. Insomma, niente B, né Lega Pro... Mica siamo a Padova! E già, con la squadra veneta eliminata dal Play Off dalla Juventus U23, bisognava farsi i fatti altrui. La compagine veneta da qualche anno vivacchia in C con puntata di una sola stagione in cadetteria e che ha subìto, strano ma vero, un fallimento nel 2014 dalla Lega Pro ripartendo dal girone C della Serie D con una nuova società la Biancoscudati Padova. Non proprio così vincente la storia recente patavina. Eppure, il giornalista prima si chiede: "Quanta vita avrebbe avuto in serie B il Potenza, se fosse stato promosso ai play-off? Il salto tra serie C e B non incide così tanto sulle casse (come per esempio il salto tra B e A) da poter pensare a un nuovo corso", poi gonfia il petto e, orgoglioso, afferma: "Oggi a Padova e dintorni abbiamo tanto, ma tanto da insegnare da questo punto di vista. Nella prossima stagione Padova avrà tre realtà del proprio territorio tra i professionisti (Padova, Cittadella, Campodarsego). Tutti esempi virtuosi: imprenditori e investitori che programmano con senno in base alle risorse a disposizione. Se non si comincia a ragionare così, a ogni latitudine, che senso ha questa Lega Pro?". Capito? Cosa resta da fare a noi poveri meridionali e "addirittura" potentini, sfortunati abitanti di una regione che non può avere futuro? Poiché siamo incompetenti e incapaci non ci resta che attingere, per la nostra conoscenza, agli articoli o ai servizi del vate patavino, forse, però, prendendo finalmente coscienza, tra un sorriso e l'altro, che, in alcuni casi, l'Italia ...è proprio rovesciata.

[voceroca]

Sezione: Editoriale / Data: Ven 17 luglio 2020 alle 00:00
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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