“La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi” racchiudeva in questa battuta, nel suo film, Rocco Papaleo la definizione della Lucania.

Noi che abitiamo e amiamo questa terra sicuramente “ci crediamo” poi, però, ci guardiamo intorno, leggiamo un po’ qui e un po' lì e qualche dubbio ci assale…

Ad esempio, in pompa magna il nostro assessore regionale alla Sanità, che per il cognome che porta ci potrebbe anche essere molto simpatico, annunciò, in tempi non sospetti, il completamento degli ospedali COVID “regalati” dal Qatar smentendo, però, sé stesso pochi giorni fa perché solo oggi ha scoperto che le strutture non sarebbero adatte al clima di questa regione. Soldi gettati al vento. Presi da un momento di sconforto, ci assale il dubbio che la Lucania non esiste e di vivere nel Paese di Pulcinella.

Intanto, nelle regioni che domani diventeranno rosse, assembramenti a go go per consumare l’ultimo aperitivo o il caffè con piazze stracolme a Napoli, Firenze e altri centri. Allora ci convinciamo che la Basilicata esiste e che, sostanzialmente, è anche un po’ diversa da altre zone d’Italia. Ne siamo orgogliosi!

Scopriamo, però, che il Comune di Potenza ha perso ben undici milioni di euro per la realizzazione della metropolitana leggera, si parla delle vecchie amministrazioni, ma ciò non toglie l'attualità della notizia: torniamo nello sconforto.

Leggiamo i commenti di giubilo di chi, con grande enfasi, ha avversato questo progetto e torniamo indietro nel tempo quando si disquisiva su dove realizzare l’aeroporto della Basilicata e qualcuno decise per Pisticci escludendo per motivi climatici (corsi e ricorsi) il capoluogo di Regione. Infatti, aspettiamo ancora il primo volo Pisticci-Milano perché di aerostazioni qui, in Lucania, non ce ne sono. O forse no?

E qui torniamo nel mistico perché Bardi, nella sua ultima ordinanza, la numero 43, afferma che: “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio regionale, ferme restando le misure statali e regionali già vigenti, si applicano le seguenti ulteriori misure di contenimento” le quali prevedono che “restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti nelle aree di servizio e rifornimento di carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, fermo il rispetto del distanziamento sociale di almeno un metro…” intuiamo che, da qualche parte, una pista che ci può portare altrove ci deve pur essere… e se lo dice il presidente della Regione Basilicata dobbiamo, per forza, crederci…

Sezione: Editoriale / Data: Sab 14 novembre 2020 alle 19:34
Autore: Rosario Cammarota
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